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05 settembre 2012

Strage di Monaco, Cagnotto Sr.: "Non ci accorgemmo di nulla"

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Il padre di Tania, Giorgio Cagnotto, è stato un campione di tuffi negli anni '60 e '70

L'INTERVISTA. Giorgio, grande campione di tuffi, padre e allenatore di Tania, era all'Olimpiade quel 5 settembre di 40 anni fa quando 11 atleti israeliani furono uccisi dai terroristi palestinesi. "Ma noi lo sentimmo solo per radio".

di Alfredo Corallo

La secolare ossessione teutonica per il rigore e l'intransigenza doveva lasciare per una volta spazio alla ventata di spensieratezza e freschezza che si respirava nella modernissima Germania Federale degli anni Settanta. L'Olimpiade "modello  svastica" di Berlino '36 non era ormai che un triste e sbiadito ricordo, la XX edizione dei Giochi di Monaco avrebbe regalato al mondo intero l'immagine - sulla scia del '68 - di un paese ultrademocratico, festoso, dallo spirito libero, tagliando definitivamente i ponti con le ingombranti reminiscenze hitleriane. A sorvegliare il villaggio olimpico volontari indulgenti, autorizzati a intervenire soltanto per trascinare in branda lo sportivo dall'ormone facile di turno che si era abbandonato a una birra di troppo.

In quell'estate del 1972 Giorgio Cagnotto, che oggi è "semplicemente" il padre-allenatore di Tania, era insieme a Klaus Dibiasi un campionissimo dei tuffi (vincerà un argento nel trampolino da 3 metri e un bronzo nella piattaforma da 10). Lui c'era la tragica mattina del 5 settembre.


Cagnotto, veramente i controlli erano così leggeri?
"Ha presente l'Oktoberfest? Una specie. Si entrava e si usciva in assoluta tranquillità, avevano lasciato le maglie abbastanza larghe. Io riuscivo a far passare senza accrediti i miei genitori e la mia fidanzata (oggi sua moglie, Carmen Casteiner, tuffatrice con un'esperienza a Montréal '76, ndr). Mangiavano pure lì con me, erano sufficienti dei banali trucchetti da oratorio".

Rispetto ai vostri alloggi dove si trovavano quelli israeliani?
"Esattamente di fronte. Come nella cerimonia inaugurale, in cui noi sfilavamo subito alle loro spalle, allo stesso modo al Villaggio eravamo vicini, presumo per un identico criterio d'ordine alfabetico".

Alle 4.30 i terroristi palestinesi di "Settembre nero" si introducono nella palazzina occupata da Israele, i primi due morti, i 9 ostaggi, una giornata di estenuanti trattative quindi il trasferimento in elicottero all'aeroporto di Fustenfeldbruck. Sarà una carneficina (muoiono anche 5 Fedayn e un poliziotto tedesco). E voi?
"Lei non ci crederà, ma noi non ci siamo accorti di nulla. Avevamo già concluso le gare, quella sera ero uscito con Carmen e avevo l'appuntamento con Klaus e gli altri per ripartire in mattinata, con la macchina nel parcheggio del Villaggio.
Quando tornammo andai a preparare la valigie, saranno state le 10, e alla radio sentimmo la notizia. Se penso che ce li avevamo davanti...".

A Londra non sarebbe mai potuto succedere.
"Per carità! Tutto è stato sorvegliato maniacalmente, per poco i pass non dovevi tenerli al collo in camera da letto. Senza budge non si andava neanche alla toilette".

L'Olimpiade inglese è stata amara per Tania, quei due quarti posti gridano ancora giustizia.
"E' stata una delusione enorme, difficile da mandar giù. Deciderà lei ora cosa fare del suo futuro. Sicuramente un anno sabbatico, magari mette su famiglia... E poi non ha l'obbligo di riscattarsi, per forza. Anch'io comincio a essere un po' stanco, l'età si fa sentire, ma se vuole io ci sono. Tania lo sa..."

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