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19 settembre 2012

Azzurri da Napolitano. "L'Italia fa gruppo se ben guidata"

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Valentina Vezzali e l'arciere paralimpico Oscar De Pellegrin hanno riconsegnato al presidente Napolitano i tricolori che avevano portato alle cerimonie di apertura dei Giochi. Al Capo dello Stato è stata consegnata anche una medaglia d'oro

Valentina Vezzali e l'arciere paralimpico Oscar De Pellegrin hanno riconsegnato al presidente Napolitano i tricolori che avevano portato alle cerimonie di apertura dei Giochi. Molmenti e Zanardi hanno invece consegnato al Capo dello Stato una medaglia d'oro e una tuta dell'Italia ai Giochi. Vezzali ha poi cominciato a presentare a uno a i medagliati azzurri, cominciando dai bronzi, e a loro Napolitano ha consegnato le onorificenze.

Le parole di Petrucci - "I nostri atleti sono i migliori ambasciatori del mondo e le faccio questa proposta, signor Presidente: in futuro, quando ci saranno delegazioni italiane che si recano all'estero, noi possiamo portare i nostri atleti come ambasciatori del made in Italy nel mondo". Lo ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci, rivolgendosi al Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha ricevuto gli azzurri medagliati alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra. "L'Italia si è desta - ha aggiunto Petrucci - Abbiamo fatto gioco di squadra". "La parola che oggi mi sorge  spontanea è 'grazie' - ha proseguito - Questi atleti e questi straordinari risultati olimpici e paralimpici dimostrano come attraverso il sacrificio, la passione e la rinuncia si possono ottenere grandi risultati. 56 medaglie, equamente distribuite  sono frutto di un grande risultato".

La risposta di Napolitano
- "Se ben guidati, quando vogliamo sappiamo fare gruppo molto più di quanto pensiamo. Anche se poi abbiamo l'abitudine di parlare male di noi". Ha detto il presidente della Repubblica.

Il pensiero della Vezzali - "Non so se anche nello sport, come in politica, ci sia voglia di rottamare o svecchiare l'ambiente. Quello che credo, è che un giovane da solo, senza esperienza, non va da nessuna parte, e questo vale per tutti i settori". La schermitrice azzurra ha poi aggiunto che "non esistono atleti giovani o meno giovani, esistono solo quelli capaci o no. E lo sport è fatto di meritocrazia: nessuno ti regala niente". Insomma, per la Vezzali "se si vince e si è competitivi, l'età non conta e non vedo il motivo per cui si dovrebbe smettere. Dobbiamo essere intelligenti piuttosto e parlare di innesti, con l'atleta più esperto a dare da stimolo, da punto di riferimento a quello più giovane". Ecco perché nel futuro della 38enne azzurra quasi sicuramente ci sarà un'altra Olimpiade dopo quella di Londra in cui ha vinto un oro a squadre e un bronzo individuale nel fioretto. "I prossimi Giochi? Rio è una città bellissima, la samba mi piace e il 2016 non è poi così lontano - ha confessato la Vezzali - Prima però spero di allargare la famiglia e anche di risposarmi un po'. Certo, quando mi metto in testa una cosa poi la porto sempre a termine".

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