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09 gennaio 2014

Sochi, la sicurezza monitorata dai cosacchi e dallo spazio

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La cavalleria cosacca in parata (Getty)

Sono arrivati dalla ex regione di Kuban, ora Krasnodar, oltre 400 rappresentanti delle ex fedelissime truppe zariste. E come nel Goldeneye di 007 in situazioni di emergenza la Russia userà i satelliti militari

Scendono in campo anche i cosacchi per garantire la sicurezza della Olimpiadi invernali di Sochi. Nella nota località balneare sul Mar Nero sono già arrivati dalla ex regione di Kuban, ora Krasnodar, oltre 400 rappresentanti delle ex fedelissime truppe zariste, con tanto di uniforme tradizionale, colbacco compreso. Potranno pattugliare la città insieme alla polizia, coadiuvando gli agenti nei controlli. Quella di Kuban è la prima regione russa ad aver ricostituito reparti cosacchi, nel settembre del 2010.

Anche monitoraggio dallo spazio - Proprio come in Goldeneye, il 17° film della mitica serie 007-James Bond. In situazioni di emergenza la Russia farà monitorare i Giochi Olimpici Invernali anche dallo spazio. "Il sistema di monitoraggio e previsione delle situazioni di emergenza è stato allestito, compreso il monitoraggio spaziale", ha dichiarato Alexander Kazlikin, capo del ministero Krasnodar regionale.

Secondo Kazlikin, il ministero ha già distribuito il suo personale nelle sedi della città del Mar Nero che ospiterà la manifestazione olimpica, tra impianti sportivi e zone residenziali. Inoltre ha aggiunto che si sono tenute oltre 680 operazioni  preparatorie e preventive fino ad ora. Il Ministro dell'emergenza Vladimir Puchkov ha inoltre chiesto al suo dipartimento regionale di prestare particolare attenzione alla sicurezza dei trasporti, dell'energia e delle infrastrutture a Sochi.

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