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12 gennaio 2014

Coreani, olandesi e Shani Davis: i re dei pattini veloci

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Lee Sang-hwa a sinistra e Shani Davis a destra sono già stati Olimpionici a Vancouver(Foto Getty)

-26. I favoriti di Sochi nel pattinaggio di velocità sono fortissimi su distanze diverse: Mo Tae-Bum e Lee Sang-hwa nei 500 metri, la ceca Sablikova nei 3 e 5 km, e Davis, primo nero a vincere un oro individuale ai Giochi invernali, sui mille

di Francesco Giambertone

Sembrano essersi divisi il mondo per specialità. La Corea si è presa i 500 metri, dove Lee Sang-hwa tra le donne e Mo Tae-Bum tra gli uomini dominano. L'Olanda ha conquistato le distanze medio-lunghe, con Sven Kramer e Ireen Wüst in cima alla lista dei pretendenti per l'oro. Gli altri si sono spartiti quello che avanzava: l'americano Davis è il re dei mille metri, la ceca Sáblíková sembra troppo forte quando si va su lunghezze oltre i 3 chilometri. Ecco chi sono i più forti pattinatori di velocità: quelli che a Sochi, se tutto andrà secondo i (loro) programmi, faranno incetta di medaglie.


Shani Davis



È entrato nella storia a Torino, quando diventò il primo atleta nero a vincere una medaglia d’oro in uno sport individuale alle Olimpiadi invernali. Quell’oro nei 1000 metri lo replicò anche a Vancouver, così come l’argento nei 1500. Adesso Shani, popolarissimo negli Usa tanto da ispirare un personaggio del film “Gli Incredibili”, ha 32 anni. Eppure sulle sue distanze è ancora il migliore. Tra i molti record della sua carriera, adesso potrebbe aggiungerne un altro: difendere l’oro nei mille metri per ben due volte.


Mo Tae-Bum



“Sono piuttosto rilassato”, ha detto poche settimane fa il detentore della medaglia olimpica sui 500 metri. Il coreano, classe ‘89, a Vancouver stupì tutti diventando il primo pattinatore del suo paese a salire sul più alto gradino del podio nel pattinaggio di velocità. Vinse anche un argento nei 1000, e ora punta a riconfermarsi campione a Sochi. Nella Coppa del mondo in corso ha vinto due ori a Berlino, e sui 500 sembra ancora il più forte. Ha detto di sentirsi solo all’80% fisicamente: con gli avversari che ha, potrebbe non bastare.


Sven Kramer



Più che per l’oro nei 5000 metri a Vancouver con cui stabilì anche il nuovo record olimpico, molti lo ricordano per la lite che ebbe con il suo allenatore Gerard Kemkers, che gli fece cambiare corsia in un momento in cui non era permesso, condannandolo alla squalifica e alla perdita della medaglia d’oro nei 10000 metri. Da allora Kramer è cresciuto ancora e sulle lunghe distanze continua a non avere rivali. Anche a Sochi, a meno di clamorosi colpi di scena, l’olandese volante non avrà problemi a mettersi al collo il metallo più prezioso.


Lee Sang-Hwa



Sui 500 metri non c’è storia. La sudcoreana è praticamente imbattibile. Quattro anni fa vinse l’oro senza problemi e la sua crescita non si è arrestata: lo scorso novembre ha fatto registrare il nuovo record del mondo a Salt Lake City. E a Sochi, come se non bastasse, ha già vinto: lo scorso febbraio si è portata a casa l’oro ai campionati mondiali proprio nell'appuntamento in Russia. Se non dovesse vincere la medaglia più importante, sarebbe una sorpresa davvero enorme. Non si sa mai.


Ireen Wüst



A 19 anni è diventata la più giovane atleta a vincere una medaglia d’oro nella storia dell’Olanda, grazie alla vittoria nei 3000 metri a Torino 2006. Quattro anni più tardi ha portato nei Paesi Bassi un altro oro, stavolta nei 1500. In patria è conosciutissima, anche per aver dichiarato pubblicamente di essere bisessuale. Forte nelle distanze medio-lunghe, ha vinto quattro volte i campionati mondiali completi, dimostrando in realtà di essere una pattinatrice abile su tutte le lunghezze. Ma siccome le avversarie “specializzate” in una sola distanza sono molte, e molto forti, prendere un’altra medaglia non sarà un gioco da ragazzi.


Martina Sáblíková



Quando si dice un’atleta completa. La ceca è una pattinatrice straordinaria, e anche una grande ciclista su strada. Sui pattini diventa un fenomeno quanto più si allunga la gara: i 3000 e i 5000 metri a Vancouver sono stati suoi, e quelli di Sochi hanno già una seria ipoteca, considerate le classifiche di quest’anno e i suoi record mondiali ancora imbattuti. Ma occhio a Martina anche nei 1500: in Canada ha vinto un bronzo, e a Sochi può provare ad andare persino oltre.

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