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16 gennaio 2014

Ecco i campioni del biathlon: Norvegia, attenta a quei due

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Tora Berger, olimpionica norvegese, e Martin Fourcade, campione francese (Foto Getty)

-22 . Il francese Martin Fourcade e la ceca Gabriela Soukalová sono in pole position per le medaglie più importanti. Ma dovranno battere i vincitori di Vancouver 2010, entrambi norvegesi: Emil Hegle Svendsen e Tora Berger, fortissimi con sci e fucile

di Francesco Giambertone

Nella storia delle Olimpiadi invernali nessun paese ha vinto più medaglie della Norvegia. Merito anche del biathlon, dove ha spesso dettato legge. Anche quest’anno a Sochi potrebbe essere così, ma i due olimpionici Svendsen e Berger avranno a che fare con due avversari tosti, forse addirittura più forti: Martin Fourcade tra gli uomini, e la splendida Gabriela Soukalová tra le donne. Un francese e una ceca: sono loro, per il momento, i due più accreditati candidati alle medaglie che contano nel biathlon. E attenzione alla possibile sorpresa fatta in casa: il russo Ustyugov.


Martin Fourcade



Quattro anni fa centrò “solo” l'argento nei 15 km in linea, subito prima di vincere la Coppa del mondo inseguimento. Da allora il francese, fratello di un altro biatleta – Simon Fourcade – ha vissuto stagioni strepitose: nel 2012 si è portato a casa la Coppa del mondo generale, le specialità dello sprint e dell’inseguimento, oltre a quattro medaglie d’oro ai Mondiali. L’anno scorso si è ripetuto in Coppa e quest’anno comanda ancora la classifica. A Sochi è l’uomo da battere.


Emil Hegle Svendsen



Il norvegese è l’unico a mettere in seria difficoltà Fourcade, su tutte le specialità: nella Coppa del Mondo di quest’anno è arrivato davanti a tutti in quattro appuntamenti, compresi i due in Francia. E considerato che si finirà in Norvegia, Svendsen spera di tornare a vincere il trofeo dopo quattro anni. I connazionali sognano di vederlo ripetere le gesta di Ole Einar Bjørndalen, il più forte biatleta di sempre. Per adesso Emil si è portato a casa due ori olimpici e un argento, quattro anni fa a Vancouver. E a Sochi farà di tutto per confermarsi campione.


Evgeny Ustyugov



Probabilmente non è allo stesso livello degli altri due, ma ha già vinto una medaglia d’oro a Vancouver – nei 15 km partenza in linea – e ha dalla sua il “fattore campo”: conosce meglio degli avversari gli impianti su cui si terranno le Olimpiadi russe, che potrebbero dargli una spinta in più verso un piazzamento importante. Tutto il Paese tifa per lui. Ma nonostante questo per Evgeny andare a segno non sarà semplice.


Gabriela Soukalová



Dopo il ritiro della tedesca Magdalena Neuner, nel biathlon femminile si è aperta la lotta per la successione. In questo momento la ceca Soukalová, figlia della biatleta Gabriela Svobodová, argento a Sarajevo nell’84, si sta pian piano prendendo la vetta: nella Coppa del Mondo in corso è avanti in classifica generale e in quasi tutte le specialità. Alle sue prime Olimpiadi, quattro anni fa, arrivò soltanto sessantesima in classifica generale e sedicesima nella staffetta. Ma a Sochi per la ceca sarà tutta un’altra storia.


Tora Berger



Negli ultimi anni la signora del Biathlon è stata la norvegese, che a 32 anni non sembra più imbattibile come prima. Dopo l’oro di Vancouver ne ha vinti altri 8 ai campionati Mondiali, tra il 2012 e il 2013, e l’ultima Coppa del Mondo. Ma quest’anno non pare riuscire a tenere il passo della giovane Gabriela, che fin qui le è stata davanti. Occhio però a considerarla fuori dalla corsa per l’oro: confermarsi campionessa olimpica è il suo obiettivo per Sochi. Dove, comunque vada, farà sua una medaglia.

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