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15 gennaio 2014

Campione di tutto, non ai Giochi: la Spagna cade sulla neve

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Paquito Fernández, oro alle Olimpiadi invernali di Sapporo 1972, in mezzo ai più recenti campioni spagnoli (Foto Getty)

-23. Vincono in ogni sport, ma alle Olimpiadi invernali sono un disastro. Gli spagnoli contano solo 2 medaglie nella loro storia, entrambe nello sci: l’oro di Paquito Fernández e il bronzo di sua sorella Blanca, vent’anni dopo. Dal '92 ad oggi zero titoli

di Francesco Giambertone

Nell'ultimo decennio hanno dato lezioni a tutti. Negli sport di squadra e in quelli individuali, col pallone o la racchetta, in sella o al volante, gli spagnoli hanno collezionato trofei: si sono presi i Mondiali e gli Europei di calcio, le Champions League col Barcellona, i campionati di Formula 1 con Alonso e quelli di MotoGp con Lorenzo e Marquez. Hanno conquistato il pianeta del tennis grazie a Nadal e scalato il mondo sui polpacci di Contador. Ma c’è una cosa in cui la Spagna non brilla, dove conta quanto il Lussemburgo e la Corea del Nord: le Olimpiadi invernali.

In tutta la storia dei Giochi olimpici sulle montagne e sul ghiaccio, la Spagna ha portato a casa la miseria di due medaglie. Per capire la debolezza iberica basti sapere che la Norvegia (in vetta al medagliere storico) ne ha vinte 303, l’Italia (undicesima in classifica) ben 106, e che il Liechtenstein, un microstato con il numero di abitanti di Voghera, è arrivato addirittura a quota 9. E se è vero che gli spagnoli sono un popolo mediterraneo e caliente, non si può dire che manchino loro le montagne, tra Pirenei, Sierra Nevada, Morena e altre catene, con la vetta del Mulhacén che sfiora per altezza quelle di Etna e Marmolada.

Del magro medagliere spagnolo alle Olimpiadi invernali fa ancor più impressione un dato: a metterlo insieme è stata una sola famiglia, quella di Francisco “Paquito” Fernández Ochoa e sua sorella Blanca, entrambi sciatori. Sono passati 22 anni dai Giochi di Albertville 1992, quando la Fernández centrò il bronzo che regalò alla Spagna la seconda e ultima medaglia della sua storia, esattamente due decenni dopo l’oro vinto dal fratello.

Paquito Fernández, olimpionico a Sapporo nel 1972, è un eroe nazionale: toccò il punto più alto della sua discreta (non grandiosa) carriera a 22 anni, staccando Gustav Thöni di un secondo nello slalom speciale in Giappone ed entrando di diritto nel pantheon del suo paese. Da quando è scomparso, nel 2006, gli è stato intitolato un premio che la regina Sofia consegna ai migliori sportivi iberici. Su terra, erba e cemento non li batte quasi nessuno, ma su ghiaccio e neve, al contrario di Paquito, continuano a cadere.

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