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21 gennaio 2014

Tonga, Filippine, Timor Est: a Sochi ci saranno anche loro

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Bruno Banani sarà il primo atleta di Tonga nella storia delle Olimpiadi invernali (Getty)

-17. Ai Giochi non parteciperanno solo i supercampioni, ma anche atleti provenienti da paesi con poca tradizione negli sport invernali. Non vinceranno medaglie, ma hanno storie spesso incredibili da raccontare. Ecco le più curiose

di Roberto Brambilla

Per loro la neve e il ghiaccio erano solo una passione. Che si è trasformata in un magnifico sogno a cinque cerchi. A Sochi 2014 ci saranno anche loro. Slittinisti di Tonga, pattinatori filippini e freestyler delle Isole Vergini Britanniche. Ecco le storie di chi non vincerà l'oro. ma che non dimenticherà di sicuro i Giochi.


Il mio nome è Bruno, Bruno Banani – Sulla pista dello slittino di Sochi, accanto ad Armin Zoeggler e Dominik Fischnaller ci sarà anche lui. Bruno Banani. Che viene da Tonga, poco più di 100mila abitanti nel mezzo dell'oceano Pacifico. Quando ha cominciato, a 21 anni nel 2008, si chiamava Fuahea Semi ed era uno studente di informatica appassionato di rugby. Prese parte a una selezione di atleti organizzata nel dicembre 2008 da Isabel Baschinski, ex campionessa tedesca di slittino su richiesta del re di Tonga George Tupou V che sognava di vedere un suo cittadino alle Olimpiadi Invernali. E a cinque anni e mezzo da quell'inizio così particolare il suo sogno olimpico è diventato realtà. Con gli anni di allenamento in Germania al fianco ai campioni della corazzata tedesca (sotto la guida della leggenda Georg Hackl) le partecipazioni al Mondiali (34° nel 2012) e dal 2012 un nuovo nome, lo stesso di un'azienda di abbigliamento tedesca che lo sponsorizza.

Peter Adam Crook e una federazione su misura – Nascere nelle Isole Vergini Britanniche, arcipelago dei Caraibi ed essere un atleta di dell'halfpipe, nuova disciplina olimpica del freestyle, non è una cosa usuale. Earl come lo chiamano tutti è cresciuto negli Stati Uniti, patria di sua madre ma l'isola di Tortola, dove è nato, non l'ha dimenticata neanche quando imparava ad amare la neve sulle montagne degli States . E nel 2012 lui e papà hanno creato dal nulla la Federazione sport invernali del loro paese. E dopo aver avuto l'approvazione del Comitato Olimpico nazionale si sono messi a girare il mondo, con base Park City nello Utah, per cercare (e trovare) la qualificazione per Sochi 2014. Cosa manca? Un po' di soldi. Che la famiglia Crook e i dirigenti delle Isole Vergini Britanniche stanno cercando di raccogliere attraverso un'opera di fundraising, anche su Facebook.

Michael C. Martinez, dal centro commerciale ai Giochi – Sarà uno dei più giovani partecipanti a Sochi, con 17 anni e due mesi. Ma soprattutto sarà il primo atleta delle Filippine nelle rassegne invernali dal 1992, il primo in assoluto nel pattinaggio artistico. Una promessa delle categorie giovanili (nel 2012 è stato quinto al Mondiale juniores) che nel cammino verso i Giochi si è allenato per molti mesi l'anno proprio a Manila, capitale del suo Paese. Una nazione in cui c'è solo una pista olimpica ma è ricavata all'interno di un centro commerciale che per molte ore è aperto al pubblico. E Michael, seguito in patria da Teresa sua madre e all'estero da due coach che vivono negli Stati Uniti, si è dovuto allenare nelle ore in cui la pista olimpica è libera. 

Dall'Himalaya a Sochi passando per Firenze– Shiva Keshavan, 33 anni, è alla sua quinta Olimpiade nello slittino. In Russia gareggerà per l'India (sotto la bandiera del Cio per il bando al Comitato olimpico del suo paese), ma qualche anno fa ha rischiato di vestirsi d'azzurro. Sua madre, toscana della provincia di Arezza, si era trasferita in India sul finire degli anni Settanta in un villaggio ai piedi dell'Himalaya. Qui si è sposata ed è nato Shiva che ha provato i primi brividi della velocità scendendo con un carretto per le strade intorno a Manali, il paese dell'Himachal Pradesh dove è cresciuto. E dopo il liceo e la prima Olimpiade a Nagano 1998 si è trasferito in Italia, a Firenze, per studiare Scienze Politiche. E in Europa ha cominciato ad allenarsi con la Nazionale italiana. Ha avuto la possibilità di entrare azzurro ma ha preferito "fare da solo", allenandosi in India, come da bambino, esercitandosi lungo le strade himalayane e conquistando anche due titoli d'Asia nel 2011 e nel 2012.

Timor Est, una speranza per il futuro – Tra i tanti “miracoli” della globalizzazione olimpica (per esempio la freestyler Usa Julia Marino che gareggerà con il Paraguay e la francese Elise Pellegrin che scierà per Malta) ce ne sarà uno che potrà dare una piccola gioia, a uno degli stati più poveri del mondo. Yohann Goutt Goncalves è un ragazzo di 20 anni, di papà francese e di mamma di Timor Est. E lui a Sochi sarà il primo atleta a rappresentare nello sci alpino lo stato diventato indipendente nel 2002, dopo 27 anni di guerra civile.

Lo studente di business administration a Parigi Est-Creteil ha iniziato a sciare da bambino in Val d'Isere, a 14 anni ha fatto le prime gare ma non ha mai dimenticato il paese asiatico da cui sua madre scappò a 12 anni su un barca in direzione Australia e in cui Yohann è tornato ogni anno per visitare i parenti. E tra Australia e Francia ha fatto nascere la Federazione sport invernali del suo paese (nella cui lingua nativa non esiste un termine per definire gli sci ) e si è messo a cercare la qualificazione a Sochi, conquistata a dicembre in Serbia. Il suo obiettivo però va al di là di Sochi. Come ha dichiarato in un'intervista vorrebbe aprire dopo i Giochi dei centri sportivi per i giovani di Timor Est con l'aiuto dei suoi sponsor.

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