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19 gennaio 2014

Kati Witt, "Sex on skates": l'Oro che unì le due Germanie

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Katarina Witt, medaglia d'oro a Sarajevo '84 e Calgary '88 (foto Getty)

-19 . A Sarajevo la bella pattinatrice su ghiaccio dell'ex DDR conquistava la prima medaglia olimpica, poi bissata nel 1988 a Calgary, un anno prima della caduta del Muro. Adorata come una dea, poserà nuda per la copertina di Playboy ...

di Alfredo Corallo

Soltanto due volte Playboy, nei suoi "gloriosi" 60 anni di storia (appena festeggiati con Kate Moss) è andato esaurito: nel 1953, con il primissimo numero, quando sulla copertina del magazine apparve come un angelo la semisconosciuta Marilyn
Monroe
; e la seconda nel 1998, con una sportiva sulla cover della rivista, l'esuberante pattinatrice Katarina Witt, due ori olimpici sulle gelide passerelle di Sarajevo '84 e Calgary '88, e valanghe di Mondiali (4) ed Europei (6) in bacheca.

Tedesca della Germania Est, fu ribattezzata da Time "la più bella faccia del socialismo". Ben presto, però, con i suoi sguardi ammiccanti alla platea maschile e quei "costumini" - giudicati scandalosi per l'epoca, tanto da indurre la Federazione internazionale all'obbligo del gonnellino - diventerà "Sex on skates" e negli anni '90 "la Brooke Shields dei pattini". Insomma, le sue forme non passavano certo inosservate...

Due di... piste. Neanche al giovanissimo Alberto Tomba (figuriamoci!), che in Canada aveva appena bissato la medaglia d'oro del gigante con un altro capolavoro nello slalom speciale, quella rimonta pazzesca dalla prima manche che costrinse la tivù di Stato a interrompere "addirittura" il Festival di Sanremo. Bene, qualche ora più tardi di quel 27 febbraio 1988 lo sciatore bolognese si precipiterà all'Olympia Parc per vedere un altro grande show: Katarina danza sulle note della Carmen di Bizet, la performance rimasta nel cuore della fuoriclasse (epica la "battaglia delle Carmen" con l'afroamericana Debi Thomas, favorita). Albertone, da perfetto cavaliere, si disse disposto a regalarle una delle sue medaglie se l'allora 23enne ragazza di West-Staaken non avesse vinto... Ma fu un trionfo e tra il podio, la festa, le interviste non riuscirono a incontrarsi, raccontò lei...

Kati riceveva migliaia di lettere da fan di tutto il mondo - dopo Calgary 35mila! - comprese quelle di ammiratori non proprio raccomandabili (vedi lo psicopatico giapponese che poi si scoprì aver ucciso la fidanzata). Persino il magnate Donald Trump, che in quel momento era l'uomo più ricco del pianeta, volle conoscerla. "Mi diede il suo numero privato - rivelò la Witt - ma non lo chiamai. Mi confessò che ero stata la prima a farlo. Beh, qualcuno doveva pur cominciare...".

Sorvegliata speciale. Questa popolarità, tuttavia, era in totale contraddizione con i rigidi sistemi della Deutsche Demokratische Republik. La Stasi (la polizia segreta della Repubblica democratica tedesca) ne controllava ogni spostamento, fino a cronometrarne gli amplessi. In realtà era spiata già che era una baby prodigio del pattinaggio, a 8 anni. Un dossier di oltre 3mila pagine, che la campionessa traspose nella sua autobiografia, scritta a soli 27 anni, una volta entrata in possesso di tutta la documentazione, proprio per evitare qualsiasi strumentalizzazione (fu anche accusata di essere stata una loro spia).

"Il rapporto sessuale è avvenuto tra le 20 e le 20.07..." si legge nel libro Meine Jahre zwischen Pflicht und Kür (I miei anni tra il dovere e la scelta), come mille altri particolari, che oggi rammenta con un sorriso, ma che preferisce non le vengano ricordati. Se pensiamo, soprattutto, al ruolo mediatico che rappresentò l'Oro di Calgary per l'intero popolo tedesco, una bella picconata al Muro di Berlino, che avremmo visto sbriciolarsi soltanto un anno e mezzo più tardi. Chi l'avrebbe mai detto che, oggi, sarebbe divenuta presidente del comitato per Monaco 2018...

Ghiaccio bollente. Dopo aver abbandonato l'attività agonistica, tre anni in tournée negli Stati Uniti con il collega Brian Boitano, un clamoroso sold out per l'esibizione al Madison Square Garden di New York, un Emmy Award per il film Carmen on Ice
e una parte in Ronin con Robert De Niro, arriviamo al fatidico '98 e alla "proposta indecente": un milione di dollari per posare nuda su Playboy. "Accettai - dirà - con intento provocatorio, perché volevo rovesciare quell'idea del pattinaggio come di uno sport sobrio, morigerato... invece che naturale e sensuale, la sua vera essenza. Non volevo essere più la principessa del ghiaccio, e spero di esserci riuscita". Oro olimpico, il terzo.

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