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26 gennaio 2014

Short track, tutti contro "King" Ahn. L'Italia tifa Fontana

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Viktor Ahn davanti a tutti nella Coppa del Mondo dello scorso novembre (Foto Getty)

-12. Viktor Ahn, fresco vincitore degli Europei, a Sochi sarà l'uomo da battere. Ma l'oro olimpico Charles Hamelin può metterlo in difficoltà. Tra le donne manca il fenomeno Wang Meng: una chance in più per l'azzurra Arianna Fontana

di Francesco Giambertone

Il re è tornato. Dopo la qualificazione mancata quattro anni fa a Vancouver, Ahn Hyun Soo si ripresenta ad un'Olimpiade. Nome nuovo e soprattutto nuovo passaporto: si chiama Viktor e correrà per la Russia. Charles Hamelin, canadese, farà di tutto per evitare la sua razzia di medaglie. Quella che può provare a fare la nostra Arianna Fontana, forte su tutte le distanze, con un'avversaria in meno nei 500: la cinese Wang Meng, infortunata. Ci saranno comunque rivali toste. Come la coreana Shim Suk Hee e la 20enne cinese Fan. Americani e olandesi, rimasti fuori da questa previsione, sono più pericolosi in staffetta che nelle prove singolari, ma potrebbero dar filo da torcere ai più forti.

Viktor Ahn




La scorsa settimana, vincendo per la prima volta gli Europei (ben 5 medaglie d’oro), si è beccato due dita medie dall’olandese Sjinkie Knegt, che non aveva digerito il trionfo del sudcoreano naturalizzato russo. Viktor Ahn, noto anche come Ahn Hyun-Soo, è un fenomeno: in carriera ha vinto tre ori olimpici – tutti a Torino – e 18 mondiali: per questo lo chiamano “The King”. Ma è anche un caratterino niente male: siccome la sua federazione – diceva il pattinatore – non lo sostenne abbastanza nel periodo in cui mancò la qualificazione a Vancouver 2010, Ahn (ora Viktor) ha deciso di correre per il paese che a Sochi farà gli onori di casa. Una medaglia è assicurata, sulla distanza breve. Probabilmente anche di più.


Charles Hamelin



L’unico pattinatore con il pedigree di Ahn è il trentenne canadese che a Vancouver portò a casa due medaglie d’oro, una individuale nei 500 metri e l’altra nella staffetta dei 5000. La sua specialità però sono i 1000, dove in questo momento è in testa al ranking mondiale. Quattro anni dopo la sua esplosione è ancora in formissima, e a meno di sorprese lotterà fino alla fine per andare a medaglia nella terza Olimpiade di fila: la sua prima volta fu 8 anni fa, con la squadra canadese di staffetta. All’epoca era uno del team, adesso è la star.


Lee Han-Bin



Sulle distanze brevi non ha grandi speranze contro gli altri due mostri, ma nei 1500 metri può ambire ad un metallo prezioso. Il sudcoreano, 24 anni compiuti da poco, sta attraversando un buon momento: le classifiche dell’International Skating Union lo vedono tallonare Hamelin e Ahn. Non è garantito che metta in saccoccia una medaglia, ma se succedesse non ci sarebbe di che stupirsi.


Shim Suk Hee



La pattinatrice sudcoreana domina la classifica mondiale nei 1000 e 1500 metri, e a stupire più dei suoi risultati è la sua carta d’identità: Suk Hee Shim è nata nel 1997, e a 17 anni è già una delle più forti del mondo. Ha vinto un mondiale e due ori ai Giochi olimpici giovanili: per la prima volta si confronterà con le Olimpiadi vere. Ma l’impressione è che sia già ultra-pronta.


Kexin Fan



In assenza di Wang Meng, campionessa cinese dei 500 metri che si è rotta il piede meno di due settimane prima dell’inizio dei Giochi, toccherà alla giovane connazionale tenere alto l’onore della repubblica popolare nello short track. A differenza delle rivali, Kexin – 20 anni – disputa soltanto una gara, quella più breve, le altre nemmeno le prende in considerazione. Sui 500 però è la numero due del mondo, dietro solo alla collega Meng. E visto che lei non ci sarà, aspettarsi una medaglia olimpica dalla Fan è il minimo. Forse addirittura d’oro.


Arianna Fontana



L’azzurra ci dà ottime speranze di andare a medaglia, dopo il bronzo – un po’ sfortunato – agli ultimi Europei. Ha già vinto due medaglie alle Olimpiadi, una a Torino e l’altra a Vancouver, piazzandosi sempre sul punto più basso del podio. Una volta era forte solo sui 500, adesso è competitiva anche nelle altre due distanze. Senza contare la squadra di staffetta, sfortunata a Dresda ma da tenere d’occhio. La scorsa settimana Arianna ci ha detto che vorrebbe fare meglio di quattro anni fa. Con la cattiveria giusta, e un pizzico di fortuna, nessuna medaglia le è preclusa.

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