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30 gennaio 2014

Skeleton, solo la kryptonite può fermare "Superman" Dukurs

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Martins Dukurs, cinque volte vincitore della Coppa del Mondo di skeleton e di due Mondiali (Getty)

-8 . Il campione lettone ha lasciato la polvere ai suoi avversari: ha vinto le ultime cinque Coppe del Mondo e due Mondiali. Nulla sembra potergli togliere l'oro a Sochi. Tra le donne è sfida aperta tra le grandi rivali Yarnold e Pace

di Luigi Caputo

Se un atleta sembra invincibile allora può essere definito un supereroe. Questo devono aver pensato gli avversari di Martins Dukurs, per tutti "Superman". Vincitore di cinque Coppe del Mondo consecutive e di due Mondiali: lo stesso esito dovrebbe verificarsi anche a Sochi se non comparirà uno sfidante degno di impensierire il suo dominio. Quattro anni fa a Vancouver ci riuscì Jon Montgomery, l'unico capace di costringerlo all'argento.

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Martins Dukurs



Dimenticate "SuperMario" Balotelli o "L'Uomo Ragno" Walter Zenga. Nello sport, il vero supereroe è uno: il suo nome è Martins Dukurs, per tutti "Superman". Nello skeleton il lettone è come Usain Bolt nell'atletica o Sebastian Vettel nella Formula Uno: possono partecipare tutti, ma alla fine vince sempre lui. Il più sfortunato di tutti è il fratello, Tomass (di tre anni più grande): anche lui skeletonista e puntualmente secondo dietro a Martins. Vince così tanto che appunto sembra un supereroe, per questo lo hanno soprannominato "Superman". Ha ottenuto le ultime cinque edizioni della Coppa del Mondo, vincendo nell'ultima sei tappe su otto, e due Mondiali (2011 e 2012). Ci vorrebbe la kryptonite per fermarlo. Anzi no. Anche Dukurs ha avuto il suo Lex Luthor, l'antagonista capace di fargli provare il gusto della sconfitta: Jon Montgomery. Fu lui a strappargli l'oro ai Giochi di Vancouver , in una gara all'ultimo respiro. La rivincita non ci sarà a Sochi perché il canadese non è riuscito a qualificarsi. In quella occasione il lettone (che in Canada fu anche portabandiera della sua nazione) dovette accontentarsi dell'argento. Per questo motivo i supereroi, quelli infallibili, esistono solo nei fumetti.

Aleksandr Tret'jakov




L'altro grande oppositore di Superman Dukurs, una sorta di Brainiac dello skeleton, è Aleksandr Tret'jakov. Anche lui è sempre secondo dietro al lettone, come dimostrano le gare dell'ultima Coppa del Mondo. Una volta però è riuscito a batterlo. Tre centesimi di secondo: la differenza tra il suo oro e l'argento di Dukurs ai Mondiali di Saint Moritz dello scorso anno. Il russo riuscì a strappare la vittoria per un tempo impercettibile, eppure decisivo. A Sochi, in casa, Tret'jakov cercherà di ripetere l'impresa. D'altronde era a digiuno dal 2009 (ultima sua Coppa del Mondo), cioè dall'inizio del dominio di Dukurs.

Elizabeth Yarnold



Ha vinto l'ultima Coppa del Mondo lottando fino all'ultima gara. Elizabeth Yarnold è al suo primo successo di rilievo internazionale, ma è una delle atlete di punta della squadra britannica per Sochi. Nella sua carriera ha ottenuto anche un bronzo ai Mondiali di Lake Placid 2012. Ha chiamato il suo slittino "Mervin" in onore di Mervyn Sugden, uno degli uomini che l'ha spinta a praticare lo skeleton quando lei lavorava presso la Hardy Underwriting.

Noelle Pikus-Pace



E' arrivata seconda dietro la Yarnold per avendo vinto quattro gare su otto dell'ultima Coppa del Mondo. A Sochi si rinnoverà la sfida proprio tra la britannica e Noelle Pikus-Pace. Nella sua carriera ha messo al collo due ori ai Mondiali (2007 e 2013) e ha sfiorato il podio ai Giochi di Vancouver (quarta). La sua partecipazione a quelli russi è stata subordinata a una condizione: viaggiare con tutta la famiglia al seguito. Così durante lo scorso anno Noelle Pikus-Pace si è impegnata in una raccolta fondi per permettere a sua figlia e a suo marito di raggiungerla a Sochi. Alla fine ci è riuscita. Gli Usa potranno contare sulla propria stella.

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