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01 febbraio 2014

Dalle Dolomiti al Togo, il sogno olimpico di Alessia Dipol

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Alessia Dipol, 18 anni, farà parte della prima "spedizione" del Togo ai Giochi Olimpici invernali (Foto Alessia Dipol)

L'INTERVISTA. A Sochi la nazione dell'Africa occidentale parteciperà per la prima volta ai Giochi invernali. Nella sua piccola delegazione, c'è anche un pizzico d'azzurro, con una sciatrice 18enne di San Vito di Cadore, ecco la sua storia

di Roberto Brambilla

Un po' d'Italia con il Togo. A Sochi, il paese dell'Africa occidentale affacciato sul Golfo di Guinea sarà alla prima partecipazione ai Giochi Olimpici Invernali. Due atlete e un pizzico d'azzurro. Oltre alla sciatrice di fondo cresciuta in Francia Mathilde Petitjean Amivi, il paese che ha dato i natali al calciatore Emannuel Adebayor, schiererà infatti una slalomista e gigantista di 18 anni, nata in Italia, Alessia Afi Dipol. Che racconta come è arrivata a Sochi, “passando” per il Togo, il paese di cui sarà alfiere nella cerimonia di chiusura.


Chiamale se vuoi emozioni (olimpiche) - “Ho saputo di essere qualificata il 20 gennaio guardando il sito della Fis ed è stato bellissimo” racconta l'atleta, classe 1995. “Devo dire che era il mio sogno da bambina - prosegue – e ancora forse non ho realizzato quanto è successo, forse lo capirò solo al villaggio olimpico”. Un sogno diventato realtà che nasce in famiglia, nel vero senso della parola. “Vivo in montagna e tutti i miei familiari sciano e sono maestri di sci, come si dice ho lo sci nel sangue”.



Opportunità olimpica – Gare, buoni risultati a livello e la voglia di provarci. Un anno di tesseramento con la Federazione italiana tra il 2009 e il 2010, un passaggio con la squadra indiana e poi il Togo. “Mio padre Diego – racconta Alessia – possiede una azienda che si occupa di abbigliamento per gli sport invernali e ha rapporti di lavoro frequenti proprio con il Togo”. “In quel periodo poi stava nascendo la Federazione sci di quel paese (affiliata alla FIS nel 2012 n.d.r) e così ho cominciato con loro”.



Preparazione tra scuola e piste – Tanti allenamenti, più le competizioni in giro per l'Europa sempre tenendo d'occhio la scuola. “Studio al liceo linguistico europeo ad Auronzo di Cadore – spiega - ogni mattina esco alle sei di mattina e faccio quaranta chilometri per andare a scuola”. “Dopo le lezioni mi alleno e poi studio”. Per queste Olimpiadi partirà il 5 febbraio e tornerà il 25, venti giorni senza lezioni nell'anno dell'esame di maturità. “Se sono arrivata a Sochi devo anche ringraziare i miei professori e il preside che mi hanno sempre sostenuto e aiutato in questi anni”.

A Sochi per divertirsi – Il sogno di esserci è realizzato ma c'è pur sempre una gara, anzi due. “Darò il massimo come sempre – spiega – ma per me a questi Giochi l'importante è divertirmi e scoprire il mondo olimpico”. Insieme a Mathilde Petitjean Amivi, la sua compagna di squadra che porterà la bandiera alla cerimonia d'apertura, mentre Alessia sarà l'alfiere a quella di chiusura. “Ho conosciuto Mathi – conclude Alessia ai Mondiali juniores in Val di Fiemme e siamo diventate amiche e ci scriviamo”. E magari si vedranno anche dopo le gare in Togo. “Ci sono già stata e spero di tornarci dopo i Giochi”.

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