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03 febbraio 2014

E Santa Madre Russia celebra le Olimpiadi di zar Putin

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Un frame del film patriottico "Cempioni" che celebra i Giochi di Putin

-4 Sochi trasformata al cinema e in tv in una vetrina patriottica. Come in un film appena uscito, dal titolo inequivocabile: Cempioni (Campioni). O nel documentario dove Vladimir assicura: "La Russia non ha rivali: ne ha uno solo, se stessa" I VIDEO

Parte la macchina propagandistica dell'autocelebrazione russa a pochi giorni dall'inaugurazione dei Giochi di Sochi, trasformate da Putin in una vetrina del suo potere e della rinascita del Paese, tra costi faraonici e ambizioni di grandeur. Sul grande schermo la Russia si specchia sportivamente in un film appena uscito, dal titolo inequivocabile: Cempioni (Campioni). Sul piccolo schermo, invece, approda un film-documentario su Putin e le Olimpiadi, nel quale il leader del Cremlino assicura trionfante che "la Russia non ha rivali: ne ha uno solo, se stessa, i nostri problemi e le nostre difficoltà interne".

In una anticipazione dell'evento, che sarà trasmesso dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali il 7 febbraio, Putin difende a spada tratta il popolo russo dall'opinione che sia incapace di costruire qualcosa in modo normale: "Penso sia una bugia. Il popolo russo ha costruito uno Stato come la Russia, il più grande Stato nel mondo". Il presidente russo confessa anche di aver scelto "personalmente" il luogo delle Olimpiadi invernali, non a caso qui ribattezzate Olimpiada Vladimirovna (le Olimpiadi di Vladimir): "Venni qui con una Uaz (spartano fuoristrada russo, ndr) nel 2001 o 2002, girammo intorno, andammo sulla riva del fiume e dissi 'cominciamo da qui. Tutto è cominciato dal posto dove si trova ora il complesso Gazprom"', a Krasnaya Poliana, ha raccontato come un novello demiurgo, o come lo zar Pietro il Grande quando decise di costruire sul nulla delle paludi la sua San Pietroburgo.



Ma è il film Cempioni a far discutere, evocando il cinema propagandistico sovietico. La pellicola, uscita nelle sale a fine gennaio, è già stata definita dalla critica indipendente un "prodotto ideologico che deve riempire d'orgoglio il cuore dei russi", esaltando la famiglia di sani valori come metafora della squadra vincente. Sulla scia di un recente film analogo, Legend n.17, ispirato al leggendario campione sovietico di hockey su ghiaccio Valeri Kharlamov.



Pur essendo una fiction, anche Cempioni, secondo film del regista e attore Dmitri Diuzhev, si basa su storie vere, quelle di cinque atleti, di cui tre olimpici, che hanno primeggiato negli sport invernali. Si tratta di Svetlana Zhurova, 4 Olimpiadi e un oro a Torino nel pattinaggio veloce (500 m), ora senatrice e membro del consiglio supremo del partito putiniano Russia Unita. C'è poi Iekaterina Iliukhina, argento a Vancouver nello snowboard (slalom gigante parallelo), e la pluripremiata coppia di pattinaggio artistico Anton Sikharulidze e Ielena Berezhnaia, oro a Salt Lake City. Infine due campioni mondiali: Ilia' kovalciuk (hockey su ghiaccio) e Nikolai Kruklov (biathlon), figlio d'arte (il padre fu campione olimpico). Sono tutte commoventi ed educative storie famigliari, come quella di Kruklov, il cui padre vende la propria medaglia d'oro olimpica per garantire un futuro sportivo di successo al figlio, riuscendo nell'impresa. Toccante anche l'episodio di Sikharulidze, che riesce a far alzare dalla sedia a rotelle e a far tornare allo sport la moglie atleta. Un film dove non ci sono perdenti, ma solo vincitori, e i vincitori sono tutti russi. Non a caso la pellicola, prodotta da Enjoy Movies, è stata finanziata dal fondo cinematografico statale, che in genere promuove film patriottici come Stalingrad, di Nikita Mikhalkov.

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