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24 luglio 2015

Più verde pubblico per salvaguardare i bambini

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Getty Images

L'esposizione a smog e polveri sottili peggiora la condizione di persone già affette da disturbi respiratori o allergie. E’ per questo che, come conferma un recente studio, bisogna potenziare la presenza di giardini, parchi e alberi

Asma, allergie e patologie respiratorie sono in forte aumento tra i giovani. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute i casi di rinite allergica dal 1995 al 2002 ha subito un incremento del 5% tra i bimbi e del 4% tra gli adolescenti. Le zone più colpite da questo fenomeno sono quelle metropolitane. 

“L’inquinamento atmosferico tipico dei nostri centri urbani non è la causa diretta delle malattie respiratorie - afferma il prof. afferma il prof.  Carlo Capristo consigliere nazionale della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) - È però dimostrato scientificamente che l'esposizione a smog e polveri sottili peggiori notevolmente la condizione di persone già affette da disturbi respiratori o allergie, soprattutto se si tratta di bambini o anziani. Infatti nei periodi in cui nelle nostre città vengono sfiorati i limiti di polveri sottili, si verifica un picco degli accessi ai pronto soccorso e della richiesta di cure mediche. In questi casi il consiglio è di non portare i più piccoli in zone di traffico e non utilizzare i passeggini. Essendo questi “ad altezza automobili” espongono in misura maggiore i bambini al particolato e alle emissioni di diesel. Infine non bisogna dimenticare che anche gli ambienti di casa possono essere inquinati. È importante arieggiare gli ambienti, mantenere livelli di umidità adeguati. Si devono poi ridurre le concentrazioni di acari della polvere: il consiglio è di pulire frequentemente gli arredi come moquette, divani, poltrone e tendaggi pesanti”.

Come è possibile ripulire un po’ l’aria urbana e limitare i disturbi respiratori?
La risposta è semplice: bisogna aumentare e potenziare il verde pubblico. Giardini, parchi, aiole ed alberi proteggono la salute e riducono i livelli di inquinanti da traffico veicolare. E’ quanto propone un recente studio pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment e svolto nella città catalana di Barcellona. Gli scienziati hanno esaminato l’associazione tra il verde pubblico di 39 edifici e il livello di inquinamento derivante dal traffico urbano (NO2, PM2.5 e carbone nero). Dall’indagine è emerso chiaramente che quanto più sono presenti spazi verdi all’interno e nei dintorni delle scuole, tanto più si riducono i livelli outdoor e indoor degli inquinanti.

“Se i risultati dello studio venissero confermati da successive ricerche rappresenterebbero un’ulteriore importante indicazione a favore dell’aumento del verde pubblico nei centri urbani - sottolinea il prof. Capristo  - specie nelle vicinanze degli edifici scolastici. In questo modo sarà possibile garantire, oltre che la salute, anche migliori sviluppi comportamentali e performance scolastiche. Gli inquinanti si depositano nelle vie aree periferiche, rimanendovi per anni. Le conseguenze di ciò non sono ancora chiare, ma potrebbero influire sullo sviluppo dei più giovani”.

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