12 ottobre 2008

Belinelli-show. I Warriors mettono ko i Thunder

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Marco Belinelli ha realizzato 22 punti nel match di preseason vinto dai Warriors contro i Thunder di Oklahoma City

PRESEASON NBA. L’ex Fortitudo trascina Golden State al successo (122-100) realizzando 22 punti. E dopo 35 anni, il basket Usa torna a giocare all’aperto. Vento e freddo non fermano i Nuggets: Suns battuti 77-72 a Palm Springs

Made in Italy - Ottima prova di Marco Belinelli nella preseason Nba. L'ex della Fortitudo ha contribuito notevolmente al successo dei Golden State Warriors che si sono imposti con il punteggio di 122-100 sugli Oklahoma City Thunder. Belinelli è stato il migliore realizzatore dei suoi con 22 punti, 6 assist e 3 rimbalzi. Meglio di lui ha fatto solo un avversario, ovvero Wilkins che di punti ne ha firmato 23.

Ritorno al passato - La NBA intanto torna a giocare all'aperto dopo oltre 35 anni e come accoglienza trova temperature  basse e vento. Denver Nuggets e Phoenix Suns sono scesi in campo in  California, all'Indian Wells Tennis Garden di Palm Springs. Se il  risultato finale e' stato un modesto 77-72 a favore dei Nuggets, c'è più di una spiegazione. Il termometro ha superato a malapena i 20  gradi e il vento ha contribuito a deviare buona parte dei tiri. "I  giocatori non hanno sudato, il pallone era scivoloso e le raffiche  continue hanno condizionato le percentuali", dice George Karl, coach  dei Nuggets, commentando lo spettacolo offerto ai 16.236 spettatori.  Le due squadre, nel complesso, hanno tirato con un eloquente 3/27 da 3 punti.

A caldo - "Sembrava di giocare a Edmonton, in Canada. Non a Palm  Springs", dice Steve Nash, stella dei Suns, che tra una difficolta' e l'altra e' stato il top scorer della serata con 16 punti. "Se tiri e  vedi che il pallone se ne va a destra...", dice evidenziando le  difficoltà balisitiche. "Una partita -aggiunge- non è però solo  fatta dai tiri. Questa serata è servita per verificare il  comportamento dei giocatore NBA in una situazione simile". "Sono  felice, è un'esperienza che andava fatta", aggiunge coach Karl.  Magari, però, si poteva pensare ad un orario migliore. "Volevamo  giocare alle 5 del pomeriggio e non alle 7".

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