18 dicembre 2008

Ai Warriors non basta un Belinelli da record

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Quarta sconfitta consecutiva per i Warriors

Aveva solo bisogno di un pizzico di fiducia, che gli è stata concessa dalla vittoria contro Oklahoma. Da quel giorno l'ex Fortitudo si è preso la rivincita, fino ai 21 punti di questa notte contro Indiana che però non sono bastati a evitare la sconfitta

Aveva bisogno solo di un pizzico di fiducia, quella che coach Don Nelson gli ha negato nel primo mese della stagione, quando l'aveva costretto a guardare i compagni dalla panchina concedendogli solo pochi scampoli di partita. Nelle prime 20 gare di Golden State, Belinelli è stato in campo solo per 94 minuti in tutto, segnando 35 punti, un bottino considerevole, se guardiamo appunto il pochissimo tempo giocato. Nel mese di dicembre, però, qualcosa è cambiato. L'ex fortitudino avrebbe gradito il trasferimento in un'altra squadra e per lui si era parlato addirittura di un parcheggio, più o meno momentaneo, nella lega di sviluppo della NBA, che equivaleva praticamente a una bocciatura.

Belinelli rifiutò questa proposta. Se ne sarebbe andato da Golden State, infatti, solo per giocare in un'altra squadra della NBA. Oppure avrebbe cercato di convincere il suo allenatore a dargli più spazio. L'otto dicembre scorso, nella vittoria contro Oklahoma City, qualcosa è cambiato. Belinelli entra dalla panchina, gioca un grandissimo ultimo quarto, segna 13 punti e regala una delle poche vittorie di una stagione tutt'altro che facile a Golden State. Da quel momento, coach Nelson capisce che può dare fiducia all'azzurro. Belinelli guadagna minuti e non sbaglia più una partita. Tre giorni fa, contro Orlando segna 19 punti, firmando il suo record di sempre e nella notte, contro Indiana, parte titolare e si migliora con una prova da 21 punti, 4 assist e 4 rimbalzi. La sua media, nelle ultime 6 partite è esattamente di 15 punti. Nonostante le splendide prove dell'azzurro, Golden State continua a perdere. Coach Nelson adesso punta sul suo nuovo campioncino per provare a vincere qualche partita in più.

Nessuna consolazione personale, invece, per Andrea Bargnani. Il 'Mago' ha realizzato appena tre punti nel match perso in casa dai suoi Toronto Raptors con i Dallas Mavericks, passati per 96-86 con 27 punti e dieci rimbalzi di Dirk Nowitzki e 27 punti di Jason Terry. Bargnani, che ha giocato meno di 18 minuti, ha chiuso con 1/5 dal campo, 0/1 da tre, 1/2 dalla lunetta, tre rimbalzi (uno in attacco), quattro falli commessi ed un recupero.

Continua su ritmi da record la stagione dei Boston Celtics. Trascinata da dieci punti di Kevin Garnett nell'ultimo quarto la squadra di coach Doc Rivers ha sbancato il parquet degli Atlanta Hawks con un 88-85 valso la 16.ma vittoria consecutiva ed un ritocco al miglior inizio di campionato mai registrato dai detentori dello scettro Nba. Per gli Hawks si tratta della seconda sconfitta stagionale, ancora sul filo di lana, contro i campioni della Nba: Atlanta, che nei playoff della passata stagione si arrese ai Celtics solamente in gara 7, nel primo confronto aveva infatti ceduto a Boston per un canestro sulla sirena di Paul Pierce.

Finale in volata anche a New Orleans. Nella capitale del jazz gli Hornets, riusciti a rimontare sette punti di scarto negli ultimi cinque minuti, hanno steso i San Antonio Spurs per 90-83 ringraziando per l'ennesima volta Chris Paul. Il funambolico numero 3, oltre ad annotare 19 punti e 12 assist, ha firmato un record Nba chiudendo la 103.ma partita consecutiva con a referto almeno un recupero. Il precedente primato apparteneva dal 1986 ad Albert Robertson.

Più comodo il successo esterno degli Utah Jazz, passati ad East Rutherford con un 103-92 sui New Jersey Nets. Per la squadra di Salt Lake City - che nel secondo quarto ha visto spedire in tribuna coach Jerry Sloan per due falli tecnici - bene il solito Deron Williams, autore di 17 punti ed 11 assist. Vittoria esterna anche per i Cleveland Cavaliers, che a Minneapolis hanno travolto i Minnesota Timberwolves con un eloquente 93-70 frutto dei 32 punti di LeBron James. Il fuoriclasse dei Cavs, 14 su 20 al tiro, ha condannato Minnesota all'11.ma sconfitta di fila riportando Cleveland al successo dopo la sconfitta di sabato ad Atlanta, costata la fine della striscia di 11 vittorie consecutive. I Cavs vantano ora un record di 21 vittorie e quattro sconfitte, l'esatto opposto del disastroso ruolino di marcia dei disastrati Timberwolves.

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