23 gennaio 2009

Lakers trita-Washington, i Celtics si rialzano

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Kobe Bryant ha tirato il fiato, giocando solo 28 minuti

Anche contro Washington, una delle formazioni peggiori di questa stagione, la Los Angeles di coach Jackson non ha fallito (117-97), con Bryant a mezzo servizio. Boston regola Orlando 90-80

Quando alleni i Lakers e puoi permetterti di far tirare il fiato a Kobe Bryant vuol dire che hai una certezza: la squadra non teme cali di concentrazione. Anche contro Washington, una delle formazioni peggiori di questa stagione, la Los Angeles di coach Jackson non ha fallito. L'unico timore poteva essere un rilassamento che porta a sottovalutare avversari considerati facili, a maggior ragione in un campionato lungo 82 partite come quello NBA. Allo Staples Center, i vicecampioni hanno invece dominato fin dalla palla a due e hanno toccato anche i 36 punti di vantaggio in chiusura di terzo periodo.

Una partita superba. E per una volta anche Bryant ha potuto riposarsi un po', giocando solo 28 minuti e segnando 11 punti. La dimostrazione di forza di Los Angeles si vede anche in queste partite: quando le sfide sono scontate, non sbagliano. Nessun rilassamento, nessuna paura di figuracce. In 42 partite, i Lakers hanno subito solo otto sconfitte, quasi tutte contro avversarie importanti e con un piccolo scarto. Se ad Est la battaglia per il primato vede coinvolte tre squadre, ad Ovest c'è un solo padrone.

Per Boston e Orlando era la partita della verità. I Celtics dovevano dimostrare di essere ancora loro i campioni. Gli sfidanti dei Magic, freschi di primo posto nella Eastern Conference, dovevano dimostrare che meritavano di essere i migliori. Doveva essere una sfida equilibrata. E' stata così solo nel primo tempo, quando, ad ogni strappo dei Celtics è sempre seguita una risposta da parte dei Magic anche se Orlando, fin dai minuti iniziali, ha sbagliato troppo sotto canestro.

Alla fine del secondo quarto, Turkoglu e Howard avrebbero potuto accorciare le distanze, ma Superman non era in serata, e forse intimorito dallo sguardo attento di un altro numero uno, Tiger Woods, ha segnato solo 11 punti. Gli errori al tiro di Orlando, anche nel terzo quarto, hanno spalancato le porte alla vittoria dei Celtics.

Il vero supereroe è stato Paul Pierce, che di punti ne ha segnati 27 e ha aggiunto anche 10 rimbalzi alla sua prova. Boston ha anche toccato le 16 lunghezze di vantaggio ma alla fine, si è accontentata, si fa per dire, di vincere di 10, 90-80. Per i Campioni è il settimo successo consecutivo; la crisi di un mese fa è cancellata. E sette è il numero delle vittorie dopo le quali cade Orlando, che riconsegna il trono dell'Est ai Celtics. Per il momento.

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