31 gennaio 2009

Il Super Bowl ai tempi della crisi economica

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Tempi di crisi anche per l'evento sportivo dell'anno negli States, il Super Bowl

Il match dell’anno negli States, tra Pittsburgh e Arizona, nonostante l’interessamento del tifoso degli Steelers Obama, risente della recessione ma l’organizzazione predica ottimismo: "Dato l'attuale contesto economico, la partita sarà una grande spinta"

di MARCELLO BARISIONE

La partita sperimentale tra le due vincenti della American Football Conference e quella della National Football Conference, inventata nel 1966 dal leggendario coach dei Green Bay Packers Vince Lombardi è diventato ormai da anni l’evento sportivo dell’anno negli Stati Uniti. Ogni anno, in una sorta di festa nazionale dedicata ai valori e al coraggio degli States, il Superbowl diviene un momento fondamentale nella vita di ogni americano. Il ritrovo a casa o nei posti di lavoro per vedere il “grande ballo” è ormai una tradizione consacrata in tutti i cinquantadue stati. Anche se appena insediato, il tifosissimo degli Steelers nonché neo Presidente degli Stati, Uniti Barack Obama non ha voluto meno venire meno alla tradizione. Obama ha infatti invitato un "consistente numero" di parlamentari alla Casa Bianca per domenica prossima, in modo da poter seguire "tutti insieme" la partita. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, precisando che, in occasione della partita tra Pittsburgh Steelers e Arizona Cardinals, sarà allestita una speciale visione televisiva nella sala-teatro della Casa Bianca. "Sono stati invitati amici e colleghi del Congresso - ha detto Gibbs, evitando di precisare i nomi dei parlamentari invitati -, il Presidente ha piacere di vedere il Super Bowl insieme a loro. Anche questo è un modo per mettere esponenti dei diversi schieramenti nelle condizioni di conoscersi meglio, in una luce nuova, e cercare di capire dove sia possibile lavorare insieme per migliorare le condizioni di vita del popolo americano".

Se il Superbowl ha lasciato intatto il suo fascino, il suo interesse deve invece fare i conti con la crisi economica internazionale. L’atmosfera che quest'anno accompagna i giorni di vigilia del grande evento non è neppure lontanamente paragonabile a quella vissuta dall' America lo scorso anno, quando in finale si scontrarono i New York Giants contro i New England Patriots. La sovreccitazione dello scorso anno non era data tanto dai protagonisti dell'incontro, i quarterback dei Giants Eli Manning e quello dei Patriots, Tom Brady, ma dalla sovrapposizione del Superbowl col 'Supertuesday'. L'appuntamento elettorale che da lì a due giorni portò al voto nelle rispettive primarie ben 24 Stati d'America. Le Presidenziali 2008 entrarono fisicamente al Phoenix Stadium di Glendale, in Arizona. Proprio Barack Obama, l’allora candidato democratico, decise di investire in pubblicità elettorale proprio nell'ambito del Superbowl per uno spot milionario: 30 secondi (sulla Fox) per 2,7 milioni di dollari. Raggiunse con un solo spot circa 100 milioni di persone. Per la sua 43/ma edizione, il Superbowl 2009 si appresta ad andare in scena se non proprio in forma depressa, quasi. I diritti sono stati acquistati dalla NBC, che ha concluso e 'bloccato' i suoi contratti pubblicitari già la scorsa estate, cioè prima che l'America entrasse in crisi. Ha venduto tutto, naturalmente, ma quella era l'America di 'prima' della crisi. Come per il 2008, gli spot più ambiti, quelli da trasmettere nel corso dell'intervallo, sono stati messi in vendita a cifre milionarie: 3 milioni di dollari per 30 secondi di pubblicità. Ma in parte sono stati acquistati...dalla stessa NBC, che trasmetterà trailer in formato tridimensionale di suoi prodotti futuri. Gli organizzatori della partita, a Tampa, non si sognano nemmeno lontanamente di raggiungere tra incasso e indotto i 500 milioni di dollari di Phoenix, e nemmeno i 476 milioni raggiunti l'anno prima a Miami, nel 2007. Secondo gli analisti finanziari che cercano di spremere dall'evento tutti i dollari possibili, il Superbowl 2009 avrà un ribasso complessivo di "almeno" il 16%. E' uno degli effetti dell'America in crisi. Anche se c'è chi, americanissimamente, professa ottimismo: "Vedrete, proprio perchè è il più americano degli eventi, darà a tutta l'America una spinta per ripartire" ha detto la portavoce del comitato organizzatore, Amanda Holt, secondo la quale l'indotto complessivo del Superbowl per la sola area di Tampa è stato valutato pari a 150 milioni di dollari. "Dato l'attuale contesto economico, la partita sarà una grande spinta" ha detto.

Per controllare intanto le centomila persone attese al Raymond James Stadium oltre agli abituali servizi di sicurezza le autorità hanno reso noto che saranno all'opera squadre di agenti specializzati nell'analisi del comportamento: controlleranno cioè, senza essere visti oppure confusi tra la folla, il modo di comportarsi dei singoli tifosi, se hanno tic nervosi, se hanno un modo di procedere sospetto o altri particolari segni distintivi. Proprio lo scorso anno, infatti, uno squilibrato con un fucile che si dirigeva allo stadio per assistere al Super Bowl in Arizonas, venne fermato proprio perché riconosciuto da una agente specializzato. "Si tratta di tecniche specifiche alle quali almeno un centinaio di agenti sono stati appositamente allenati" ha spiegato la portavoce della polizia di Tampa, Laura McElroy, precisando che queste squadre speciali dipendono dalla Transportation Security Administration (TSA), l'agenzia che controlla la sicurezza negli aeroporti.

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