24 aprile 2009

Dalla Nba al rugby, il pazzo mondo degli animali in campo

print-icon
fal

La mascotte degli Atlanta Hawks, il falco Spirit, fuggito durante il match di Nba contro i Miami Heat

Nessun copione, tutto sempre fuori programma: dalla mascotte degli Hawks di Atlanta (un falco) sfuggita al controllo, alla Nfl; dal cerbiatto di Ghedina al gatto che taglia il campo nel baseball Usa, al galletto della nazionale francese di rugby...

Uno United Center cosparso di petali di rose: così i Chicago Bulls hanno reso omaggio a Derrick Rose, che ha ricevuto il premio di Rookie dell'anno, la miglior matricola della NBA. Ma non è l'unica stranezza che si è vista sui campi da gioco americani negli ultimi giorni.

Nessun copione, tutto un fuori programma, per l'ingresso in campo della mascotte degli Hawks. Quella in piume e ossa, Spirit, un falco che di solito vive allo Zoo di Atlanta, salvo qualche capatina a palazzo durante i playoff. Solo che stavolta il pennuto è sfuggito al controllo, catturando riflettori, e telecamere, e costringendo gli arbitri a sospendere per qualche minuto gara 2 della serie con i Miami Heat.

La notte prima era stato un gatto a interrompere il quarto innning della sfida tra Chicago Cubs e Cincinnati Reds. Provateci voi a fermare la corsa di un felino su una campo da baseball! Specie se non è così mansueto come quello che, sempre in una partita dei Cubs ma di 30 anni prima, contro i New York Mets, trotterellava attorno alla zona del battitore.

Ma gli animal in campo - dai cani della NFL, agli scarafaggi dello US Open - non sono un'esclusiva Made in Usa. Appena un mese fa un altro esemplare a quattro zampe ha interrotto per due minuti buoni la partita di serie A tra Lecce ed Atalanta e gli steward hanno dovuto portarlo fuori dallo stadio di peso. E che dire dello scoiattolo di Highbury? Mica si era scelto una gara di campionato qualsiasi, lui. Ma la semifinale di Champions di tre anni fa tra il suo Arsenal e il Villareal.

Un vero intenditore era il capriolo più famoso della Val Gardena - ve lo ricordate? - quello che nel 2004 si era messo a gareggiare in discesa libera con Kristian Ghedina. Ma alla fine aveva vinto l'azzurro. Era invece un cerbiatto quello scampato al Gran Premio d'Austria del 2001. Scampato perché molti suoi colleghi, a due o quattro zampe, in altre occasioni, su altri circuiti, loro malgrado non sono arrivati a vedere la bandiera a scacchi. E non si può stare al sicuro nemmeno sul green, specie se sei un'oca e vuoi concederti un pisolino, Mai fidarsi di quei golfisti dalla mira quasi perfetta.

L'unico che da sempre è il benvenuto in campo è Le coq, il galletto che la nazionale francese di rugby libera prima di ogni partita, anche quelle in trasferta. Lui ha corso pericoli solo nel 2006 quando l'influenza aviaria ha causato la messa al bando di molte specie di pennuti e a Le Coq veniva negato il visto in quasi tutti i paesi dell'Unione Europea.

Tutti i siti Sky