17 maggio 2009

Bargnani a SKY.it: "Vi racconto la mia America"

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Andrea Bargnani a SKY: "Un giorno tornerò in Italia, magari per giocare a Roma"

L'INTERVISTA ESCLUSIVA. L'ala-centro dei Raptors negli studi milanesi di SKY: "Quant'è diverso il Canada dall'Italia: dalla sicurezza alle possibilità per i giovani. L'anno prossimo sarò ancora a Toronto, ma un giorno tornerò. Magari per giocare a Roma"

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TORONTO RAPTORS FUORI DAI PLAYOFF NBA

di ALFREDO ALBERICO

Prendi un italiano. Giovane, ambizioso e determinato a cambiare il suo destino. Berretto in testa, valigie in mano e un biglietto d'andata per l'America. Il viaggio è lungo e le incognite sono molte. Sembra una storia del secolo scorso e invece...

E invece era solo il 2006 quando Andrea Bargnani i bagagli li fece sul serio. E quel biglietto, con destinazione Toronto, Canada, gli ha davvero cambiato il destino. L'ala-centro di Roma, terzo italiano a sbarcare in NBA (i pioneri furono Rusconi ed Esposito) e prima scelta assoluta nel Draft 2006 per i Raptors, racconta così la sua avventura oltreoceano: "Il Canada è profondamente diverso dall'Italia. C'è tranquillità e tanto si è fatto per la sicurezza dei i cittadini. I servizi sono efficienti e poi ci sono numerosoe possibilità per i giovani, anche sul piano del divertimento. Nella pallacanestro, invece, la cosa che mi ha colpito di più è il pubblico. Davvero fantastico".

Com'è l'Italia vista da Toronto?
"Pur non guardando molta televisione, cerco di essere il più possibile informato. Seguo SKY TG24 e RAI News 24. Poi c'è internet, con MySpace e Facebook ho un buon rapporto...".

Tre italiani (Belinelli e Gallinari oltre lui, ndr) nella NBA 2009. E' il nostro basket che è migliorato oppure è quello a stelle e strisce ad essere cambiato?
"Quello in cui gioco è un campionato dove i giocatori stranieri non sono un'eccezione ma la regola. Ce ne sono tanti in ogni squadra... Detto questo, è chiaro che la nostra presenza indica una notevole crescita della pallacanestro italiana".

Negli Stati Uniti si gioca quasi senza sosta. Ma quando vi allenate? E soprattutto, hai tempo per te stesso?
"E' vero, si gioca tanto. Noi ci vediamo praticamente tutti i giorni, ma gli allenamenti sono differenziati. A volte, per esempio, i titolari si sottopongono solo a massaggi o ad eventuali terapie per smaltire infortuni. Il tempo libero c'è, ma il basket è la mia occupazione principale".

Gennaio è il mese in cui Bargnani sembra sempre vicino al divorzio con i Raptors. E' successo nel 2008 ed è successo quest'anno. Stavi davvero per trasferirti ad Oklahoma City?
"No, che io sappia. Ma parliamo di un torneo dove i cambiamenti sono continui. Ora stiamo chiacchierando e magari sono stato ceduto. Comunque, io non ho mai pensato di lasciare Toronto. Giocherò lì anche la prossima stagione".

Tornerai in Italia?
"Voglio crescere e migliorare nella NBA. Ma non escludo che un giorno possa rientrare in Serie A e magari giocare a Roma".

Infine la Nazionale. Nel 2008 hai rifiutato una convocazione, sarai ancora azzurro? Le qualificazioni agli Europei sono il prossimo appuntamento.
"Nel 2008 non ho riufiutato la chiamata del commissario tecnico. E' andata così: Recalcati è venuto a Toronto e ha parlato con Bryan Colangelo (presidente e team manager dei Raptors, ndr). In quel momento non potevo lasciare i Raptors e il ct lo ha compreso. La stampa poi ha tratto le sue conclusioni. Non mi sento fuori dal giro azzurro. Anzi. Gli Europei? La strada è lunga, c'è ancora la qualificazione da conquistare". 

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