22 novembre 2009

Nba, 17 punti di Gallinari. Ai Knicks il derby contro i Nets

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Danilo Gallinari ha messo a segno 17 punti contro i Nets

Secondo successo consecutivo per New York di coach Mike D'Antoni, questa volta a cadere sono i New Jersey Nets. L'italiano, in campo per venticinque minuti, ha messo a segno 17 punti, 4 rimbalzi e 3/4 nel tiro da due

A quanto pare i New York Knicks possono dormire sonni tranquilli: anche se la stagione sembra già indirizzata pesantemente verso il solito bilancio fallimentare, il peggior basket d'America si gioca comunque lontano da Manhattan. A circa trenta chilometri. Con l'aiuto dei New Jersey Nets, davvero la squadra più disastrata della lega, i Knicks e  Danilo Gallinari hanno reso meno pesante il bilancio di questo primo scorcio di regular season passando ad East Rutherford con un 98-91 tutt'altro che spettacolare. I Knicks hanno faticato parecchio in attacco, toccando il culmine dell'imbarazzo con due tiri di Gallinari passati oltre il ferro, un tentativo di Eddy Curry volato quasi oltre il tabellone ed un insolito autocanestro sfiorato da Nate Robinson. Il vincitore della gara delle schiacciate dell'All-Star Game 2006 è sato strigliato da coach Mike D'Antoni per avere tentato (e centrato!) un tiro da tre punti verso il proprio canestro, fortunatamente per i Knicks una frazione di secondo dopo la sirena di fine del primo quarto.

Gallinari si è risvegliato dal recente torpore spingendo i New York Kicks al quarto successo. L'ex ala dell'Olimpia Milano ha realizzato 17 punti contribuendo ad affossare i Nets, ancora senza vittorie dopo tredici partite giocate in questo avvio di stagione. I Knicks, sconfitti nove volte su 14 incontri, hanno costruito il successo di ieri anche sui 17 punti del sesto uomo Al Harrington e sulla doppia cifra centrata dall'intero quintetto base. Gallinari, titolare nel rulo di ala grande, ha giocato 26 minuti piazzando un 6/12 dal campo con 3/8 dall'arco e 2/3 dalla lunetta. Nello score del talento azzurro anche quattro rimbalzi, tutti catturati in difesa, due falli commessi ed altrettante palle perse.

La rinascita dei New Orleans Hornets miete una vittima eccellente. Spinti da 22 punti ed 11 assist del rookie Darren Collison, in quintetto per l'assenza del playmaker titolare Chris Paul, gli Hornets hanno sconfitto Atlanta per 96-88 interrompendo la striscia vincente degli Hawks, planati nella capitale del jazz sulla scia di sette vittorie consecutive. Gli Hornets, partiti malissimo in questa regular season, vantano ora tre successi di fila. A Cleveland i Cavaliers hanno sconfitto per 97-91 i Philadelphia 76ers con 32 punti, nove assist e sette rimbalzi di LeBron James. Per i Cavs bene anche Mo Williams con 18 punti.

A Denver i Nuggets hanno travolto i Chicago Bulls per 112-93 ottenendo la 15.ma vittoria consecutiva in casa in regular season grazie a 30 punti di Carmelo Anthony e 21 di Chauncey Billups. Anthony in questa stagione ha realizzato almeno 30 punti in nove partite su 13 disputate. A Houston i Rockets hanno piegato per 113-106 i Sacramento Kings grazie ad un decisivo Luis Scola: il lungo argentino oltre a piazzare 22 punti ha chiuso la porta al tentativo di rimonta dei californiani catturando rimbalzi decisivi negli ultimi minuti.

A Salt Lake City gli Utah Jazz hanno superato i Detroit Pistons per 100-97 dopo un overtime con 22 punti di Carlos Boozer (18 negli ultimi due quarti e nel supplementare). Per i Jazz si tratta della quarta vittoria consecutiva. A Memphis i Milwaukee Bucks hanno sbancato il parquet dei Grizzlies con un 103-98 deciso in buona parte da una nuova ottima prova di Brandon Jennings. Considerato un oggetto misterioso nella sua sfortunata esperienza alla Lottomatica Roma, il rookie dei Bucks si è dimostrato nuovamente decisivo nelle fasi calde della partita realizzando 24 dei suoi 26 punti nella seconda metà del match. Per Milwaukee si tratta della terza vittoria consecutiva.

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