23 aprile 2010

Play-off Nba. James e Bryant non bastano: Cavs e Lakers ko

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I 39 punti di LeBron non bastano a Cleveland per evitare la sconfitta contro i Bulls di un fantastico Rose. Stessa sorte per Los Angeles che cede sotto i colpi di un Durant in stato di grazia ai Thunders. Vince invece Phoenix che si porta sul 2-1 Portland

di Luigi Sabadini

Dopo il grande equilibrio di gara-2 i Lakers sanno che non possono sottovalutare i Thunder del coach dell'anno Scott Brooks. Il primo tempo è tutto per i campioni Nba che chiudono con 7 punti di vantaggio. Kobe Bryant, a metà del terzo periodo lancia il +10 Lakers. Ma contro i ragazzi terribili di Oklahoma City non si può mai stare tranquilli. In chiusura di quarto è Kevin Durant a trovare la tripla del pareggio Thunder sul 74-74 e il parziale di 8-0. Prove generali per il sorpasso che non tarderà ad arrivare. I Thunder, con i 29 punti di Durant e i 27 di Westbrook, volano anche sul +8. Il gioiello dei Thunder è fondamentale anche sotto i tabelloni con 19 rimbalzi e con questa stoppata su Bryant. Ma è proprio Kobe (24 punti) a riconsegnare la speranza a Los Angeles. Speranza che si infrange due volte, prima sul ferro preso da Jordan Farmar, poi sul tiro disperato di Ron Artest. Oklahoma City vince 101-96 e riapre la serie. 

Derrick Rose sfida LeBron James per dimostrare al Prescelto che la serie non è già chiusa. Nel terzo quarto, con Cleveland sotto di 10 punti, LeBron vuole fare sul serio e decide che la partita non è finita, almeno per lui e per Jamison, che riducono il vantaggio Bulls a sole 4 lunghezze. Dall'altra parte, però, c'è Derrick Rose che prima, appoggia delicatamente per il nuovo +6, quindi, a 2 minuti e 50 dalla fine, inganna James, manda il suo tentativo di stoppata a vuoto e firma il +8. Partita chiusa? Tutt'altro, perché LeBron non vuole perdere la sfida e guida la rimonta dei Cavaliers. Prima trova spazio nella difesa avversaria come solo lui sa fare. Quindi, su un'azione simile, preferisce scaricare fuori per Mo Williams, tutto solo, tripla e -5 Cavs. A 15 secondi dalla fine, è invece James a provarci dall'arco. Contro di lui c'è sempre Rose. Finta, seconda finta, non c'è spazio. Allora prova a liberarsi e trova la tripla del -2. Negli ultimi secondi, sul +2 Chicago, Varejao è in lunetta, segna il primo, sbaglia il secondo. Ma Le Bron chiede un fallo di Noah, che lo ferma come può. La partita è interminabile. Un'altra tripla di Williams riporta Cleveland a -1 a 3 secondi dalla fine. Fallo immediato su Deng che in lunetta segna il primo, sbaglia il secondo. Anthony Parker strappa il rimbalzo e poi, prova il tiro impossibile. Non va. Finisce 108-106. I Bulls vincono la battaglia di gara-3. I Bulls allungano la serie. 2-1 Cavs.

I Suns a Portland per cercare subito di riprendersi il vantaggio del fattore campo, perso in gara-1. Phoenix non vuole perdere tempo. Parte forte e in velocità: 4 secondi e 7 decimi, il tempo di un contropiede. Rimbalzo di Nash, palla a Richardson, scambio con Hil, e appoggio a canestro. A fine primo quarto, i punti di vantaggio sono già 11, e sull’attacco dei Blazers, è Stoudemire con il passaggio stile football per Nash e l'alley-oop sempre per Richardson. Il numero 23 è il terminale preferito dell'inizio di partita dei Suns. Decisivo anche quando inizia l'azione, e poi conclude dal perimetro su invito sempre di Nash 32-16 in meno di un quarto e Phoenix doppia già Portland. Nel primo tempo saranno 11 i canestri in transizione dei Suns. Nash chiuderà con 10 assist e Richardson firmerà il suo massimo in carriera: 42 punti. Il primo tempo è un massacro: 66-37 Phoenix a cui basta controllare. Nel terzo quarto ci scappa anche una mezza rissa per questa gomitata di Amare Stoudemire a LaMarcus Aldridge, ma tutto torna subito alla normalità. Il tabellino finale recita 108-89 Phoenix che riprendono il vantaggio della serie 2-1.

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