03 dicembre 2010

Nba, LeBron il "traditore" torna a Cleveland e Miami trionfa

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LeBron James senza pietà, nonostante i fischi con cui l'ha accolto Cleveland

James ha segnato 38 punti guidando gli Heats alla vittoria per 118-90 sui Cavaliers. I tifosi di casa hanno fischiato ininterrottamente quello che era stato il loro beniamino per sette stagioni fino al clamoroso trasferimento in Florida di questa estate

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LeBron James, accolto come un traditore al suo ritorno a Cleveland, ha segnato 38 punti guidando i Miami Heat alla vittoria per 118-90 sui Cavaliers. I tifosi di casa hanno fischiato ininterrottamente quello che era stato il loro beniamino per sette stagioni fino al clamoroso trasferimento in Florida di questa estate. "Siamo venuti qui con un obiettivo che era vincere una partita di basket", ha commentato James, "lo abbiamo fatto e con la gara migliore della stagione, dall'inizio alla fine".

Accolto da 20mila tifosi che all'unisono scandiscono nei suoi confronti la parola "traditore", l'ex Cavaliers si riappropria di fronte alla loro ostilità del titolo di Re e propone la sua miglior partita della stagione, trascinando i Miami Heat a una vittoria senza appello con 38 punti per lui, 8 rimbalzi e 5 assist. Un capolavoro che non è bastato a riappacificare LeBron James con la sua ex squadra, ma che ha consentito a 'King James' di tornare da re nella sua ex città.

"Sapevo che avrei trovato un ambiente ostile, ma mi avrebbe stupito il contrario - ha detto lui alla fine  -.Ho cercato di concentrarmi sulla partita, senza pensare all'ambiente esterno. E non credo di aver niente da perdonare al pubblico. E' un pubblico appassionato, ed io ho amato ogni giorno dei miei sette anni trascorsi qui. Quello che conta, comunque, è che volevamo vincere e ci siamo riusciti, giocando un basket aggressivo".

La partita era stata annunciata negli Stati Uniti come "l'evento" dell'anno. Lo stesso presidente Barack Obama, da appassionato di basket, aveva detto di attendersi un match "bestiale". Così è stato: Cleveland-Miami si è giocata in un clima incandescente, tra misure di sicurezza rafforzate per contenere "l'odio" dei 20mila della Quicken Loan Arena, come loro stessi avevano scritto su centinaia di cartelli. Accolto da bordate di "buuuu" ogni volta che toccava la palla, LeBron James ha risposto da re, mettendo a segno un canestro dopo l'altro, e senza mai cadere nelle provocazioni. Ha stravinto la sfida, e alla fine si è a lungo abbracciato con Williams, la nuova stella di Cleveland, sotto gli occhi dei tifosi via via sempre meno piedi di odio, sempre più segnati da tracce di ammirata nostalgia.

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