17 gennaio 2011

Nba, sulla strada dei Lakers c'è l'ostacolo Clippers

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Nel derby di Los Angeles allo Staples Center i gialloviola vanno sotto dopo sette vittorie consecutive. Contro i Nuggets invece finisce 110-97 per gli Spurs, Carmelo Anthony incappa in una serata da dimenticare

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Sulla strada dei Lakers reduci da sette vittorie ci sono i Clippers di Blake Griffin. Allo Staples Center c'è il derby di Los Angeles, e all'inizio c'è anche il volo, proprio di Blake Griffin, sulla testa di un Pau Gasol che sarà limitato per l'intera partita. La sfida nella sfida è tra Lamar Odom e Griffin, una delle stelle più promettenti del panorama NBA, ma nel primo tempo a splendere è soprattutto il numero 7 dei Lakers, che in difesa non ha grosse difficoltà sul giovane avversario, smorzato nelle prestazioni a due miseri punti e tre falli.

Kobe invece c'è: torsione e jumper per i due punti ma i campioni NBA non staccano i Clippers. Blake Griffin si deve ancora attivare in attacco, i Lakers sembrano poter controllare l'inerzia della partita ancora con Bryant, che in transizione arriva fino in fondo, segnando un altro tiro in sospensione. Bryant finirà con 27 punti e 9 rimbalzi. Sufficiente per portarsi a casa l'ottava vittoria di fila? No, perché nell'ultimo quarto Griffin si riprende tutte le luci dello Staples mandando fuori giri Odom e la difesa dei Lakers.

Con meno di quattro minuti da giocare, i Clippers sono davanti. Griffin segna ancora in faccia a Gasol, che esce poi per falli lasciando orfana la retroguardia gialloviola. Se poi Bryant pasticcia in possesso lasciando libera la strada agli avversari verso il canestro, le cose per coach Phil Jackson non si mettono bene. La partita è compromessa, ma l'aria di derby c'è ancora. Basta vedere la voglia di rimbalzo di Blake Griffin. Sotto di nove punti, Lamar Odom non la prende e ha qualcosa da dire all'avversario. Griffin cerca di divincolarsi, Baron Davis arriva a difendere il compagno, e volano parole grosse. Gli arbitri cacciano tutti: Odom, Griffin, Davis, e perché no anche Artest, che  però non c'entrava nulla. Finisce così: 99-92 Clippers, i Lakers si fermano. 

Mentre Carmelo Anthony aspetta una chiamata con il prefisso di New York (o magari del New Jersey), i San Antonio Spurs vogliono fare subito la storia continuando a consolidare il miglior record della propria storia. Apparentemente facile farlo contro questi Denver Nuggets, in cui Carmelo Anthony è sotto pressione, pensa ad altro, tira malissimo. Non è così per i Big Three degli Spurs, non è così per Tony Parker, che avrebbe potuto essere nella condizione di Carmelo Anthony se non avesse firmato il prolungamento con i texani.

Insieme a lui e Ginobili, anche Tim Duncan gira alla perfezione sulla difesa dei Nuggets, sovrastati nel secondo quarto da un parziale di 33 punti a 7. Per Carmelo Anthony invece, la serata a San Antonio è un incubo: dal campo chiuderà con 5 realizzazioni su 17 tentativi, e sul suo referto saranno da scrivere anche quattro palle perse. Probabilmente, sarebbe meglio per Denver chiudere in fretta la telenovela del suo trasferimento. La partita se ne va sulla seconda tripla della serata di Parker: finisce 110-97 per gli Spurs. Carmelo Anthony chiude con 12 punti.

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