31 gennaio 2011

Nba, Gherardini: "Bargnani può diventare un All Star"

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Maurizio Gherardini (al centro) crede ad un Bargnani formato All Star (Getty)

L'INTERVISTA. Il vicepresidente dei Toronto Raptors, compagno di viaggio del giocatore romano fin dai tempi di Treviso, crede nelle potenzialità del 'Mago': "Può diventare uno dei più grandi attaccanti della lega. Questa stagione è migliorato molto".

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di CLAUDIO BARBIERI

Nessuno a Toronto lo conosce meglio di lui. Le storie di Andrea Bargnani e Maurizio Gherardini si incrociano nel 2003, quando un giovane ma talentuoso giocatore romano sbarca a Treviso proveniente dalla Stella Azzurra. All'epoca Gherardini è il direttore generale della Benetton che domina in lungo e in largo in Italia e in Europa. Bargnani un 18enne con tanta voglia di sfondare nel mondo della palla a spicchi.

La storia prosegue nel 2006, quando Andrea Bargnani è il primo giocatore europeo ad essere scelto con il numero 1 del Draft Nba, mentre Gherardini diventa il primo italiano a diventare dirigente di una franchigia del campionato professionistico americano di basket.

Il punto comune è Toronto, il club i Raptors, di cui Andrea diventa leader e Maurizio vicepresidente. Una storia inossidabile che potrebbe essere coronata con la convocazione di Bargnani per l'All Star Game in programma il 20 febbraio a Los Angeles.

In Italia c'è grande attesa per la possibile chiamata di Bargnani all'All Star. I quintetti sono stati già selezionati dal pubblico di internet, ma giovedì il coach della selezione dell'Est nominerà le sette riserve per il match dello Staples Center. Andrea può farcela?

"In generale andare all'All Star Game non è facile perchè occorre ottenere tanti voti. Andrea sta acquisendo un suo 'status' a livello di lega proprio con i risultati di questa annata. Noi ci speriamo, ce lo auguriamo tutti".

Potenzialmente Bargnani può diventare uno dei giocatori più dominanti della lega?
"Può diventare uno dei più grandi marcatori della Nba: fa canestro con grande facilità ed è forse il 'lungo' più versatile. Deve avere un approccio più aggressivo nelle altre fasi di gioco, a cominciare dal rimbalzo, ma, a sua scusante, c'è il fatto che ha fatto spesso il 'boia e l'impiccato'.

Come giudica fin qui la stagione di Andrea, chiamato per la prima volta in carriera a giocare da ‘uomo franchigia’ dopo la partenza a Miami di Chris Bosh?
"La giudico in miglioramento continuo rispetto al passato: sta calandosi nel ruolo di 'uomo franchigia'. In attacco lo è già, a livello delle altri fasi del gioco e della leadership vocale deve ancora migliorare".

Toronto sta vivendo una stagione molto difficile. Si aspettava un record così perdente a questo punto dell'anno?
"Sapevamo che sarebbe stata una stagione di transizione. L'inzio è stato discreto poi gli infortuni hanno giocato un ruolo decisivo su quello che è stata la direzione che ha preso la stagione. Siamo comunque contenti della maturazione di qualcuno dei nostri giovani, a cominciare proprio da Andrea Bargnani".

Infine un pronostico: sarà Lakers-Heat, quindi Bryant-James, la finale per il titolo Nba?
"E' presto per dirlo. In questo momento San Antonio e Boston sono le squadre che giocano meglio e non mi sorprenderebbe se andassero fino in fondo".

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