06 febbraio 2011

Super Bowl, notte senza fiato per gli Usa ricordando Reagan

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Ronald Reagan su una targa d'auto. "Gipper" si riferisce a uno dei personaggi recitati da Ronnie quand'era attore. Ronald Reagan, morto il 5 giugno 2004 a 93 anni, resta un'icona Usa

Nel centesimo anniversario della nascita del presidente che cambiò l'America (e che da attore recitò un rugbista), il Paese si ferma per una sfida da 110 milioni di spettatori. E Dallas, dopo la tempesta, sembra il Polo Nord. LE FOTO: DALLAS CON LA NEVE

GUIDA TV: IL SUPER BOWL SU ESPN AMERICA (CANALE 214 Sky)

Le foto: ecco le squadre del Super Bowl


Nel giorno del centesimo anniversario della nascita di Ronald Reagan, celebrato come uno dei veri simboli d'America (le tv ricordano soprattutto il suo periodo hollywoodiano, trasmettendo spezzoni di un famoso film degli anni '40 nel quale l'ex presidente degli Stati Uniti interpretava 'the Gipper', il ruolo di un giocatore di football americano), gli Stati Uniti si fermano oggi per un altro evento che più americano non si può: il Super Bowl, la finalissima del campionato di football. Non è semplicemente una partita di football, è molto di più. E' un mutuo riconoscimento collettivo, un rito sportivo che vede concentrati in uno stadio, e su un campo di football, gli elementi che "fanno" l'America: da un lato dollari, spettacolo e show business; dall'altro forza, patriottismo, spirito di squadra.

"Quando assisti ad un accoppiamento come quello di quest'anno, Pittsburgh Steelers e Green Bay Packers, puoi metterti comodo e goderti lo spettacolo fino in fondo: questo è football alla sua massima espressione", ha detto alla Abc Roger Goodell, uno dei più popolari commissari della National Football League. Il 45° Super Bowl è conteso tra gli "uomini d'acciaio" di Pittsburgh, Pennsylvania (che vantano nella loro storia il record americano di 6 vittorie), e gli 'imballatori' di Green Bay, Wisconsin (la squadra più antica, tre titoli in quasi 100 anni).

Questo per Goodell significa mettere in scena, dall'americanissimo Texas, il meglio dell'America non solo in termini di football. "E' qualcosa che va al di là dei tifosi, e al di là di questo stesso Paese, qualcosa in grado di affascinare il mondo intero. Perché vi è la celebrazione non solo di uno sport, ma di una Nazione" ha detto il commissario Nfl, che si è ben guardato dal fare pronostici. Quelli li ha lasciati all'elefantessa-indovina Jenny, il più popolare degli animali dello zoo di Dallas, che - come in Germania il compianto polpo Paul per i Mondiali di calcio in Sudafrica - è stata chiamata a predire a modo suo chi vincerà tra Pittsburgh e Green Bay. Per farlo doveva scegliere tra due angurie messe davanti alle sue enormi zampe. Jenny ha schiacciato l'anguria Pittsburgh, scegliendo Green Bay. Per il Super Bowl 2011 la Fox, che trasmette la partita in diretta, ha valutato un'audience di 110 milioni di telespettatori. Tutti riuniti in famiglia o con gli amici, per collegarsi con il nuovissimo Cowboy Stadium di Arlington, in Texas.

Altissimi gli introiti pubblicitari: uno spot di 30" vale 3 milioni di dollari. La Chrysler di Sergio Marchionne ne ha spesi quasi 9 per comprarsi uno spazio lungo due minuti interi, e mandare in onda la nuova pubblicità della Chrysler 200, che ha l'immagine del rapper Eminem. Quella pubblicità raggiunge, tra gli altri 110 milioni, anche Barack e Michelle Obama, che per il Super Bowl hanno invitato alla Casa Bianca amici e parlamentari. Rigorosamente in abito sportivo, anche loro davanti alla tv. equilibratamente divisi tra tifosi della Pennsylvania e tifosi del Wisconsin. In nome e nel segno dell'America, naturalmente.

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