25 aprile 2011

Belinelli e gli Hornets frenano i Lakers, Knicks eliminati

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Marco Belinelli alle prese con Kobe Bryant. L'ex Fortitudo ha dovuto placare il numero 24 dei Lakers anche fuori dal campo (getty)

Nba. L'azzurro mette a segno 7 punti nel 93-88 di New Orleans su Los Angeles che vale il 2-2 nella serie. Non fanno sconti invece i Boston Celtics che travolgono New York 101-89 estromettendo definitivamente gli uomini di Mike D'Antoni dai playoff

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I Celtics non vogliono perdere l'occasione al Madison Square Garden. Alla vigilia, coach Mike D'Antoni aveva detto questo di Rajon Rondo. "Mi piacerebbe vederlo giocare a Minnesota e vedere cosa sarebbe capace di fare". Intanto però Rondo gioca a Boston e alla grande. Nel pitturato dei Celtics fa quello che vuole. E quando non segna, porta comunque tutta l'attenzione su di sé e libera Glen Davis. Nel solo primo tempo 13 punti e 6 assist. Forse coach Mike avrebbe fatto meglio a pensare a come giocano le sue stelle piuttosto che ragionare sul numero 9 biancoverde.

Nei primi due quarti, i Knicks segnano solo 11 canestri su 47 tentativi e mettono a referto 7 palle perse. Nel terzo quarto, Anthony prova a risollevare le sorti del match e della serie. Sotto di 18 punti, però, c'è molto da fare e poco per volta, i Knicks si riportano a -6. Merito di chi non ti aspetti. E chi non ti aspetti si chiama Anthony Carter, 36 anni, che riapre i giochi, a metà ultimo canestro con il canestro del -4. E parte la sfuriata di coach Doc Rivers che sveglia i suoi. Sveglia Paul Pierce che segna e serve Rondo. I Knicks sono riportati a distanza di sicurezza anche grazie alla tripla del +8 di Ray Allen. Ancora Rondo, cercato e trovato da Allen. 21 punti e 12 assist per il play dei Celtics. 26 e 10 rimbalzi per Kevin Garnett. Boston vince anche gara-4 101-89. Knicks eliminati. i Celtics sono in semifinale di Conference.

Da una parte Kobe Bryant, dall'altra Chris Paul. Alla New Orleans Arena, gli Hornets sono intenzionati a non arrendersi contro i campioni NBA. Uno che non si arrende mai è proprio la stella di New Orleans che ci rimette quasi un occhio per provare a impedire a Ron Artest di vincere una contesa. Alla fine, basta una medicazione al numero 3 per rientrare in campo. In campo c'è, ma nei primi due quarti non si vede per niente, Kobe Bryant che sbaglia tanto e per la prima volta dal 2004 chiude il primo tempo di una partita di playoff senza segnare. Strano per Kobe che soffre, e parecchio, il match-up con Chris Paul: vola qualche parola tra i due. Belinelli e l'ex Ariza vanno a riportare la calma in campo. Ma sarà solo l'inizio di una serie di scontri tra le due stelle. Nel terzo quarto Kobe si sveglia, ricomincia a segnare e chiuderà con 17 punti. Gasol ruba palla e fa partire la transizione. Paul non ci sta e lo ferma con un fallaccio. Ancora una volta è il Beli, che chiuderà con soli 7 punti, a mettersi in mezzo per evitare guai peggiori.

L'ultimo quarto è lo show del numero 3 degli Hornets. La tripla in apertura spezza l'equilibrio, e contro Derek Fisher Paul fa quello che vuole. Sarà lui il man of the match con una tripla doppia da 27 punti, 15 assist e 13 rimbalzi. A 92 secondi dalla fine, sul +3 Hornets si teme il peggio per Kobe e per la sua caviglia sinistra ma il Mamba tornerà in campo. La partita di Jarrett Jack comincia negli ultimi 9 secondi del match. Ancora Paul contro Kobe, poi lascia palla all'ex Raptors. Jumper del +4, fondamentale per la vittoria Hornets. 5 punti per lui con 3 importantissimi liberi finali. Il tentativo di Bryant, sulla sirena, è inutile. New Orleans sopravvive. Vince 93-88 e pareggia la serie.

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