04 agosto 2011

Nba, guerra lockout: esposto dei club contro l'assogiocatori

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Il Commissioner della Nba, David Stern (Foto Getty)

Il campionato di basket Usa resta "chiuso", ma la prima vera mossa della lunga partita viene dai proprietari delle franchigie: un atto depositato alla Commissione nazionale relazioni sindacali, l'altro presso una corte federale di prima istanza. IL VIDEO

FOTO: Lockout... e dai siti sparirono i giocatori - La stagione di Dallas - Donne sexy e tanto glamour, anche questo è Nba

di Chiara Baroni

Nessuno scalpore, nessun notiziona da prima pagina, in ogni caso la prima vera mossa della lunga partita che vede impegnati - finora sullo 0 a 0 - i protagonisti del basket NBA. A rompere un immobilismo durato oltre un mese i proprietari, che hanno presentato contro l'associazione giocatori due esposti preventivi, uno depositato alla Commissione nazionale relazioni sindacali, un altro presso una corte federale di prima istanza a New York. La sostanza delle accuse non cambia: comportamento sleale. In pratica la NBA punta il dito sulla scarsa cooperazione dimostrata dai giocatori durante la negoziazione, con l'aggravante di aver minacciato, per avere più forza nella trattativa, lo scioglimento del loro sindacato.

Quindi, direte voi? Qundi panico! Perché dietro il termine "decertifyng" si nasconde quella che il Commissioner David Stern non ha esistato a chiamare "opzione nucleare". Decertificare significa, per i giocatori, togliere mandato di rappresentanza al loro sindacato e potersi quindi rivolgere individualmetne a un tribunale per far riconoscere come illegittime le norme stabilite in regime di contrattazione collettiva.

In partica significa uscire dal diritto del lavoro e rifugiarsi nel diritto antitrust, che si basa sul principio di libera concorrenza, e che non ammette situazioni e soluzioni troppo regolamentate: dal lockout al salary cap, allo stesso draft. Una prospettiva che farebbe saltare in aria tutto il sistema NBA e che, da vera e propria arma nucleare, nuocerebbe anche ai giocatori, perché spazzerebbe via anche i loro diritti, non solo i doveri: le assicurazioni, le pensioni, i contratti già in essere.... Una catastrofe, insomma, che i giocatori difficilemente provocheranno, ma che i proprietari hanno ritenuto più saggio provare a scongiurare.

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