29 ottobre 2011

Nba, altra fumata nera: lockout almeno fino al 30 novembre

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Si doveva partite il 1° novembre, invece lo stop andrà avanti. I proprietari e i giocatori, nell'incontro di ieri a New York, non hanno trovato l'intesa per il rinnovo del contratto collettivo. E non sono stati fissati nuovi meeting. IL VIDEO

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Un'altra fumata nera, il lockout Nba continua e la lega cancella altre due settimane di regular season: si doveva partite il 1° novembre, ora è ufficiale che non si giocherà almeno fino al 30 novembre. Se ci sarà un campionato, non sarà possibile far disputare alle squadre le canoniche 82 partite. Il nuovo stop, nel braccio di ferro cominciato 4 mesi fa, è arrivato al termine del terzo giorno consecutivo di trattative. I proprietari e i giocatori, nell'incontro di ieri a New York, non hanno trovato l'intesa per il rinnovo del contratto collettivo.

La ripartizione delle risorse, l'ormai celeberrimo Basketball Related Income (BRI), rimane un nodo irrisolto: i proprietari continuano a chiedere una divisione a metà (50-50), mentre i giocatori non vogliono scendere sotto al 52%. L'accordo scaduto il 30 giugno assegnava il 57% della torta agli atleti. I giocatori sostengono che, accettando di ridurre la propria percentuale dal 57 al 52 rinuncerebbero a oltre 1,5 miliardi di dollari in 6 anni. Tra i proprietari, però, c'è chi sbandiera altre cifre: la divisione 50-50 consentirebbe alle franchigie di recuperare solo 280 dei 300 milioni per nell'ultima stagione. Insomma, il muro contro muro prosegue. E non sono stati fissati nuovi meeting.

"A questo punto non è realistico, possibile o oculato pensare ora ad una stagione completa", dice Stern. Il pensiero va al lockout del 1998-1999. 'Owners' e 'players' firmarono l'intesa a gennaio e il campionato, con una regular season di 50 partite, prese il via solo a febbraio. Ora, la certezza è una sola: la paralisi sta creando sconquassi a livello di immagine e finanziario. La cancellazione di un mese di campionato potrebbe costare 400 milioni di dollari a ciascuno dei due schieramenti. Sfuma, ovviamente, la prospettiva di ricavare complessivamente 4 miliardi di dollari dalla stagione 2011-2012. "Dovremo ricalcolare i danni: la prossima offerta della Nba terrà conto delle perdite straordinarie che stiamo accumulando. Entrambe le parti subiscono danni profondi: i proprietari stanno perdendo una quantità straordinaria di dollari, così come i giocatori - aggiunge Stern delineando uno scenario catastrofico. Non sono sicuro che i proprietari siano in grado di recuperare in tempo breve. Di certo non ce la faranno nemmeno i giocatori: non so nemmeno se saranno mai in grado".

"Abbiamo concesso molto, ma purtroppo non è bastato", dice Billy Hunter, direttore esecutivo dell'associazione giocatori (Nbpa). "In questo momento non siamo in grado di fare passi avanti", aggiunge. A novembre, ad ogni giocatore sarà garantito un assegno da almeno 100.000 dollari. In media però, secondo il sito della Nba, ogni cestista perderà in un mese più di 380.000 dollari.

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