09 novembre 2011

Lockout Nba, ancora un rifiuto. Stagione a rischio

print-icon
fis

Derek Fisher, presidente del sindacato dei giocatori Nba, continua nel braccio di ferro con i proprietari di club

I campioni della lega americana hanno respinto un nuovo accordo-ultimatum sulla spartizione delle risorse. Il sindacato continua nel braccio di ferro con i proprietari dei club che ora, però, rilanceranno al ribasso. La situazione è sempre più critica

LOCKOUT NBA - Cosa sta succedendo nella Nba?- Lockout, trattative incessanti nel secondo weekend di ottobre - Rondo sbarca ad Alcatraz: un torneo dietro le sbarre

FOTO - Lockout, cosa fanno le Cheerleaders? Su Facebook la risposta

Il sindacato dei giocatori dice no alla proposta-ultimatum dei proprietari e il lockout Nba continua. Con qualche ora di anticipo rispetto alla deadline fissata, la Players Association ha respinto l'offerta illustrata sabato dal commissioner della lega, David Stern. Con un mese di regular season già cancellato, i giocatori rifiutano un accordo collettivo che gli garantirebbe la possibilità di ottenere tra il 49% e il 51% delle risorse complessive. Il contratto scaduto il 30 giugno assegnava agli atleti il 57% della torta.

"Non possiamo accettare l'attuale offerta della Nba sul tavolo", ha detto Derek Fisher, presidente del sindacato, dopo la riunione a cui, a New York, hanno partecipato 43 membri in rappresentanza di 29 squadre. Billy Hunter, direttore esecutivo del sindacato, ha auspicato la ripresa delle trattative nella giornata di oggi. Il segnale è stato apprezzato da Stern. Il commissioner, però, ha replicato evidenziando che la risposta sarà determinata dall'atteggiamento dei proprietari. In sostanza, è molto probabile che da stasera, alla scadenza dell'ultimatum emesso sabato, gli 'owners' offriranno d'ora in poi condizioni meno vantaggiose agli atleti.

I vertici del sindacato, come riferisce il network Espn, hanno ricevuto il mandato dai giocatori per concludere un accordo che preveda una ripartizione 50-50 e che consenta ai 'players' di ottenere concessioni sugli altri punti in discussione, come salary cap e durata dei contratti. "Siamo aperti a eventuali compromessi sulle risorse. Ma ci sono elementi nel sistema che non vanno discussi: dobbiamo averli per poter riavere un campionato", ha detto Fisher.

Tra i proprietari, però, c'è chi non ha nessuna intenzione di allargare i cordoni della borsa. C'è chi, addirittura, non apprezzerebbe una divisione sulla base del 50-50: il rifiuto dei giocatori al piano elaborato nell'ultimo weekend, quindi, sarebbe 'gradito' perché permetterebbe ai boss delle franchigie di presentare un'offerta al ribasso. Il braccio di ferro va avanti e sullo sfondo c'è l'ipotesi della 'decertification' del sindacato. Sotto la spinta di alcuni degli agenti più potenti, decine di giocatori pensano allo scioglimento della Players Association: se questo avvenisse, al termine di un iter di circa due mesi, si creerebbero i presupposti per trasformare la trattativa in una guerra nelle aule dei tribunali. A quel punto, la stagione sarebbe irrecuperabile.

Tutti i siti Sky