16 novembre 2011

Nba, stop fino al 15 dicembre. Coach K intanto fa 903

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Gli sguardi preoccupati dei giocatori per il protrarsi della "serrata" in Nba

Cancellate le partite della regular season fino a quella data, saltato il 26% della stagione (324 partite). Partono in due Stati le azioni legali dei giocatori contro la Lega. In Ncaa invece Mike Krzyzewski, coach di Duke, centra la vittoriia record

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Cominciamo dalle imprese felici. Coach K è da record. Mike Krzyzewski, coach di Duke, ha cioè centrato il 903° della carriera ed è diventato l'allenatore più vincente nella storia del college basketball. Il traguardo è stato tagliato con la vittoria che i Blue Devils hanno ottenuto a New York per 74-69 contro Michigan. A festeggiare Coach K, sugli spalti del Madison Square Garden, c'era anche Bobby Knight: il tecnico, che in carriera ha allenato Krzyzewsky e poi ne è stato il mentore, era il recordman di vittorie e ora ha ceduto il testimone all'allievo.

Poi, ecco invece le dolenti note. La Nba ha infatti cancellato le partite della regular season fino al 15 dicembre. Il lockout, la serrata per il mancato rinnovo del contratto collettivo, finora ha provocato l'annullamento di 324 partite: se n'è già andato il 26% della stagione regolare che avrebbe dovuto cominciare il primo novembre. L'annuncio ha preceduto di poche ore l'avvio formale di due azioni legali da parte dei giocatori. In almeno due Stati (California e Minnesota), alcuni atleti si sono infatti rivolti alla giustizia denunciando la violazione delle norme antitrust da parte della Nba: la Lega, in sostanza, non consentirebbe ai giocatori di svolgere il proprio lavoro. A quanto pare, i cestisti chiedono un risarcimento danni superiore ai 2 miliardi di dollari complessivi che la categoria guadagnerebbe nell'intera annata 2011-2012.

A coordinare le azioni legali è l'avvocato David Boies, che è stato già protagonista delle azioni dei giocatori della National Football League durante il recente lockout. Boies ha puntato il dito contro David Stern, commissioner della Nba, che avrebbe scelto la strategia errata quando ha provato a forzare la situazione con una proposta-ultimatum.

"Se stai giocando a poker e tenti un bluff, sei un eroe se funziona. Se però ti scoprono, perdi", dice l'avvocato."Penso che i proprietari si siano spinti troppo in là  -aggiunge-. Hanno fatto un ottimo lavoro scegliendo la linea dura e spingendo i giocatori a fare concessioni a ripetizione. Ma l'avidità non è solo una cosa terribile. E' anche pericolosa". Le cause sono destinate a durare mesi. Lo stesso Boies auspica una più rapida soluzione diplomatica: "Più si va avanti, più grandi sono i danni che dovranno fronteggiare le squadre, più grandi sono i danni che dovranno fronteggiare i giocatori. E, forse è la  cosa piu' importante, gli appassionati saranno privati del basket". La Nba, intanto, si è mossa nelle aule di tribunale a New York con un'azione preventiva per affermare la legittimità del lockout.  "E' un peccato che i giocatori abbiano scelto lo scontro e non il negoziato", dice il portavoce Tim Frank.

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