09 dicembre 2011

Chris Paul ai Lakers? No, la Nba ci ripensa e l'affare salta

print-icon
chr

La Nba ha bloccato il trasferimetno di Chris Paul dai New Orleans Hornets ai Los Angeles Lakers (Foto Getty)

E' stato bloccato il trasferimento del play dei New Orleans Hornets alla franchigia californiana, annullando un'operazione di mercato che avrebbe coinvolto anche gli Houston Rockets. Intanto, ratificato l'accordo che ha messo fine al lockout

LOCKOUT NBA - Cosa è successo? - Lockout, trattative incessanti nel secondo weekend di ottobre - Rondo sbarca ad Alcatraz: un torneo dietro le sbarre

FOTO - Lockout, cosa fanno le Cheerleaders? Su Facebook la risposta

Chris Paul ai Los Angeles Lakers. Anzi, no. La Nba ha bloccato il trasferimento del play dei New Orleans Hornets alla franchigia californiana, annullando un'operazione di mercato che avrebbe coinvolto anche gli Houston Rockets. I Lakers avrebbero ceduto il lungo Lamar Odom agli Hornets, da cui avrebbero acquisito anche il centro Emeka Okafor.

Houston avrebbe spedito a New Orleans il pacchetto formato dal lungo Luis Scola e dalle guardie Kevin Martin e Goran Dragic. Ai Rockets, da Los Angeles, sarebbe arrivato il lungo spagnolo Pau Gasol. Il puzzle, però, è saltato per il no della Nba, che al momento gestisce gli Hornets. A bloccare tutto, a quanto pare, in realtà è stato il pressing di alcuni proprietari furibondi: diversi 'owners' hanno alzato la voce a New York durante il meeting del Board of Governors chiamato a ratificare il nuovo contratto collettivo che, per inciso, dovrebbe garantire maggiore equilibrio nel campionato.

Paul ufficialmente si è limitato a commentare "Wow" dalla propria pagina su Twitter. In realtà, sta valutando l'ipotesi di andare in tribunale. Odom, sposato alla starlette Khloe Kardashian e ormai inserito nel jet-set hollywodiano con tanto di reality show coniugale, non sa se disfare i bagagli:  "Quando una squadra ti cede e non va, che si fa?".

E' ufficiale, si parte. Accordo ratificato - La ratifica dell'accordo mette fine al lock-out. Dopo mesi di braccio di ferro e trattative andate in fumo, è arrivata l'intesa ufficiale sul contratto nazionale tra proprietari e giocatori Nba che permetterà al campionato di basket americano di prendere il via il prossimo 25 dicembre, con oltre due mesi di ritardo. I proprietari dei club si sono espressi con 15 voti a favore e 5 contro, mentre il sindacato degli atleti ha detto che l'86 per cento ha votato sì. "La cosa più importante è che torna il basket - ha detto il patron dell'Nba David Stern -. Questo accordo non è perfetto, ma regola in maniera costruttiva alcuni problemi importanti". L'intesa vale dieci anni, ma le parti possono rivederlo dopo sei. Dopo mesi di trattative, un accordo di massima era stato trovato il 26 novembre scorso e così l'Nba ha deciso di organizzare la stagione regolare a 66 partite per squadra (16 in meno di quelle previste normalmente). La regular season terminerà il 26 aprile, i playoff esordiranno due giorni dopo e la finale potrebbe andare avanti fino al 26 giugno.


Tutti i siti Sky