16 marzo 2012

Larry contro Magic, si va in scena: "showtime" a Broadway

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Larry Bird, in maglia Celtics, e Magic Johnson, stella dei Lakers: la rivalità tra i due finisce a teatro

La rivalità tra i due campioni che hanno segnato un decennio di Nba finisce a teatro, nel musical "Magic/Bird". Spettacolo assicurato per la storia di due fenomeni che si odiavano cordialmente fin dai tempi della NCAA e che oggi giurano di amarsi

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di Vanni Spinella

“Quando ero un ragazzo, l'unica cosa che mi importava era battere i miei fratelli. Mark e Mike erano più vecchi di me e questo voleva dire più grossi, più forti e più bravi. Ma a quel tempo non avevo ancora incontrato Magic”, racconta Larry Bird.
Gli risponde Magic Johnson: “Il mio allenatore mi diceva che ero speciale, ma che avrei dovuto lavorare duro, perché un giorno avrei incontrato qualcuno con il mio stesso talento, che lavorava duro quanto me, se non di più. Io annuivo, ma dentro di me pensavo che mi sarebbe tanto piaciuto incontrare questo qualcuno. In tutta onestà pensavo che non esistesse. La mia convinzione cambiò quando incontrai Larry Bird per la prima volta”.

Larry contro Magic, Magic contro Larry. Un dualismo infinito, che ha origine ai tempi del college e che ha successivamente segnato il basket Nba degli anni Ottanta, quando i due si sono spartiti anelli e applausi.
Impossibile tifare per entrambi: ci si doveva schierare.
O Celtics o Lakers. O bianco o nero. Uno serio e scontroso, l'altro scanzonato e sorridente. Alfieri di due modi di concepire il basket totalmente diversi: quello “tutto difesa” di Boston, sulla costa est, contro quello “velocità e spettacolo” di Los Angeles, a ovest.

Così, la favola dei due campioni che prima si odiano cordialmente, poi si rispettano e infine si amano, dopo essere stata trascritta in un libro (“Il basket eravamo noi”, Dalai editore, scritto dalle manine fatate dei due campioni con l'aiuto di quelle della giornalista Jackie Macmullan), viene anche messa in scena, niente meno che a Broadway.
Il filone cestistico, già spremuto a sufficienza da Hollywood (spesso con fior di pellicole), farà dunque il suo esordio a teatro il 21 marzo, spiazzando chi fino a ieri era abituato a musical "classici" come “Evita”, “Cats” o “Jesus Christ Superstar”.

In un rapporto vissuto nel segno del catulliano “odi et amo”, è succulento anche il “dietro le quinte”, rappresentato da un retroscena che pochi conoscono. Quella che è ricordata come la più grande rivalità nella storia del basket nasce infatti nel modo più strano: da compagni di squadra.
Avvenne quando, nel corso di una partita tra una selezione di “All Star” dei college americani e l'Unione Sovietica, i due – poco più che ventenni – dialogarono nella loro lingua, passandosi palloni spettacolari e regalandosi assist a vicenda, come se stessero facendo a gara per mostrare chi fosse il più bravo.
Il servizio buono tirato fuori per la grande occasione, e da quel giorno mai più riposto nella credenza. Erano gli anni in cui, di fronte a tanta bellezza, si parlava di “Showtime”. Adesso, a teatro, potremo anche dire “Mamma mia!”.

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