18 aprile 2012

Globetrotters-mania: i Messi del basket sbarcano in Italia

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Gag esilaranti, schiacciate e numeri da capogiro: inizia il tour italiano degli Harlem Globetrotters, la squadra che ha sconfitto il razzismo, palleggiato con il Papa, incontrato i Simpson e, addirittura, ingaggiato la Pulce del Barcellona

di Vanni Spinella

La palla a spicchi bianchi, rossi e blu, inconfondibile, scompare e riappare tra le loro mani fatate. Il basket sa essere anche illusionismo, e non esistono migliori prestigiatori al mondo degli Harlem Globetrotters.
Una storia che parte da lontano, la loro. Stati Uniti, 1926: per i giocatori di colore esiste un campionato apposta, la “Negro League”, ed è lì che fanno il loro esordio i Globetrotters appena fondati da Abe Saperstein. Rifiutati dagli alberghi, quando giravano il Paese in tour, sono diventati un simbolo della lotta al razzismo, ambasciatori di pace e promotori di iniziative benefiche. Oggi, con il loro carico di giocate ad alta spettacolarità e di gag, sbarcano anche in Italia, toccando lo Stivale in 8 tappe, da Pescara (la prima, il 21 aprile) fino a Brescia (il 28), passando per Roma, Bologna, Milano, Torino, Piacenza e Trento.

L'occasione per divertirsi e fare del bene (si raccolgono fondi per la Fondazione Cannavò), ma anche per conoscere gli eredi di fenomeni come Wilt Chamberlain e Curly Neal. Il primo, l'uomo dei 100 punti in una partita sola, vestì la classica divisa degli Harlem Globetrotters nel 1958, prima di darsi al professionismo e diventare leggenda. Il secondo, noto per l'abilità nel palleggio e per la pelata, rischiò addirittura di giocare per l'Olimpia Milano, arrivando ad offrirsi alla squadra di Cesare Rubini nel 1970. Chiedeva 500 dollari al mese più vitto e alloggio: non se ne fece nulla, e quell'anno a Milano arrivò Art Kenney, duro e focoso come piacevano al “Principe”.

Ma gli Harlem Globetrotters hanno anche saputo attraversare i decenni, giungendo a noi senza rughe: hanno palleggiato e schiacciato davanti a papa Giovanni Paolo II, sono apparsi in diversi episodi dei Simpsons e di Futurama (nei panni di grandi giocolieri con nozioni scientifiche degne di Einstein), sono stati vicinissimi all'“ingaggio” di Leo Messi. Succedeva un anno fa, quando, in occasione del consueto “draft” con cui vengono reclutati i giocatori degni della tradizione dei Globetrotters, anche la “Pulce” fu selezionata grazie alle indubbie doti di palleggio, anche se con i piedi, infischiandosene dei 169 centimetri di altezza. Leo rispose “no, grazie”, ma resta il fatto che, democratici come i Globetrotters e come il basket, non c'è nessuno.

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