24 settembre 2013

Mago, Gallo e Beli: la Nba lancia la maglia col soprannome

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LeBron James e Ray Allen. O forse sarebbe meglio dire "King James" e "Shuttleworth"? (Foto Getty)

La novità potrebbe essere lanciata dalla prossima stagione. La lega esaminerà i singoli casi. LeBron sarebbe "King James", qualche difficoltà per Shane Battier: i diritti del nome "Batman" appartengono alla Warner Bros. Ma c'è anche chi non è d'accordo

I soprannomi dei giocatori sulle maglie Nba. Miami Heat e Brooklyn Nets, come riferisce il network Espn, saranno protagonisti di una curiosa novità nella prossima stagione della National Basketball Association. In almeno uno dei 4 scontri diretti, la lega intende lanciare maglie ultrapersonalizzate: al posto dei cognomi dei giocatori, sul retro delle casacche faranno bella mostra i "nickname" degli atleti.
LeBron James, quindi, potrebbe scendere in campo con la scritta "King James" sopra il numero 6. Dwyane Wade avrebbe l'imbarazzo della scelta tra "Three" (il suo numero di maglia e il numero di titoli vinti) e "D-Wade". Ray Allen, invece, opterebbe per "Shuttleworth", il personaggio interpretato nel film "He got game".

Gioco da ragazzi - Un'altra mossa di marketing, che si aggiungerebbe all'uso sempre più diffuso di magliette con le maniche e di tenute dai colori lontani dalla tradizione delle squadre. "Siamo ancora ragazzi e questo è un gioco per ragazzi. Anche se siamo diventati uomini, ancora ricordiamo da dove veniamo", dice Allen. "Tutti hanno avuto un soprannome, questo sarebbe un modo per coinvolgere i tifosi ancora di più".
I fans di Brooklyn apprezzerebbero probabilmente Paul Pierce con la maglia griffata "The truth" e Kevin Garnett in versione "The Big Ticket".

Gallo, Mago e Beli - La lega esaminerà ogni soprannome prima di dare il via libera. Shane Battier, ala di Miami, difficilmente potrà indossare una jersey con la scritta "Batman": i diritti sul nome del supereroe appartengono infatti alla Warner Bros e il giocatore, quindi, ripiegherà su un meno roboante "Shaneo". Se il progetto prendesse piede al di là dell'esperimento Miami-Brooklyn, potrebbero scendere in campo anche i soprannomi degli azzurri: Andrea Bargnani diventerebbe il "Mago" dei New York Knicks, Danilo Gallinari sarebbe il "Gallo" di Denver e Marco Belinelli si presenterebbe a San Antonio come "Beli", in attesa che il rookie Gigi Datome scelga un nickname per l'avventura con i Detroit Pistons.

C'è chi dice no - La novità, ancora non ufficializzata, sembra piacere a molti, ma non proprio a tutti. Kendall Marshall, giocatore dei Phoenix Suns, dal proprio profilo Twitter spiega il suo no: "Non sono un sostenitore di quest'idea. Il cognome sulla maglia non rappresenta solo te, ma anche la tua famiglia. Il soprannome riguarda soprattutto l'individuo, mentre questo è ancora uno sport di squadra. Tu devi rappresentare il tuo team e la tua famiglia, devi andare in campo e giocare".

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