29 ottobre 2013

Nba, uno sguardo ad Est: così giocano da Miami a Toronto

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LeBron James, ai Miami Heat dal 2010 (Foto Getty)

STANOTTE IL VIA . Sono 15 le squadre delle 3 Division (Atlantic, Central e SouthEast) che in 82 partite si contenderanno il dominio nella Conference e accesso ai playoff . Tanti roster rivoluzionati. Knicks, Pacers, Bulls: tutti contro gli Heat campioni

di Alfredo Alberico

Si ricomincia, finalmente. Magic-Pacers, Clippers-Lakers e Heat-Bulls sono le tre partite che nella notte italiana apriranno la stagione Nba. Una partenza sprint, con Miami, detentrice degli ultimi tre titoli, chiamata a testare carattere e valore di Chicago. Sono entrambe favorite ad Est, dove la gloria del passato e alcune cessioni eccellenti potrebbero non bastare ai Boston Celtics per cercare di riportare l'anello nel Massachusetts. L'ultimo, ormai alle prese con un principio di ossidamento, risale al 2008. Sono 15 le squadre della Eastern inserite nelle 3 Division (Atlantic, Central e SouthEst) e che in 82 partite si contenderanno il dominio nella Conference e accesso ai playoff. Tanti roster rivoluzionati e una missione per molti: fermare i campioni della Florida.

Atlantic Division
- Qui, è opinione diffusa, i New York Knicks potrebbero fare il botto. Forse alimentata dall'aria di grande sfida contro i Nets, derby mai così sentito come in questa vigilia di campionato, l'impressione è che dalla Grande Mela potrebbe arrivare l'alternativa agli Heat. Dalla Mela a Melo il passo è breve, mentre potrebbe non esserlo il tira e molla innescato dallo stesso Carmelo Anthony, che non ha dato certezze per un nuovo accordo con i Knicks per la prossima stagione, quando potrà gestire il porprio destino da free agent. La vera incognita per coach Woodson è però Amar'e Stoudemire. L'ala grande di Lake Wales non si discute, la sua altalenante tenuta fisica sì. Nel complesso quello dei Knicks è un roster con tanta qualità, arricchita dall'arrivo di Andrea Bargnani, reduce da 7 anni (troppi) trascorsi a Toronto. Si diceva dei Nets: l'arrivo di Garnett (centro) e Pierce (guardia) ha reso temibile l'altra squadra di NY e terribilmente indebolito Boston. Finita l'era Doc Rivers, ora alla guida dei Clippers, si riparte da Brad Stevens giovane allenatore proveniente dai Bulldogs della Butler University.

Central Division
- Dopo una stagione da incorniciare, gli Indiana Pacers e soprattutto i Chicago Bulls promettono scintille. In Illinois tiene banco solo un argomento: la voglia di rivincita di Derrick Martell Rose, play rimasto ai box per infortunio lo scorso campionato. E' del tutto recuperato e la squadra, cambiata poco, punta su di lui. Da segnalare l'arrivo di un tiratore puro come Dunleavy (ala piccola/guardia) dai Bucks. E proprio quella di Milwaukee è una delle possibili sorprese della division: coach Larry Drew ha a disposizione un rosa piena di novità: Mayo, Butler, Knight, Delfino e Neal sono una buona garanzia, mentre Sanders miglior stoppatore della Nba, è la certezza. Da non perdere di vista i Detroit Pistons. Team giovane e tre acquisti che hanno già convinto gli addetti ai lavori: Brandon Jennings (play/ guardia ex Roma), Josh Smith (ala), Ray Billups (play/guardia a Detroit già dal 2002 al 2008). Senza dimenticare il nostro Gigi Datome.

SouthEast Division - Miami è la regina, LeBron James il re. In questa Division le cose sono messe così. I tre volte campioni Nba hanno nel ragazzone di Akron, ma anche in Wade (e Bosh...) sicuri punti di riferimento. Si giocheranno fino in fondo il titolo anche quest'anno. Resta solo da capire chi ha più chance di ostacolarne la marcia. A Sud-Est, guardando allo scorso campionato, verrebbero da escludere subito gli Orlando Magic. Per molti è stato l'anno zero con la partenza di Howard, ma lo sarà anche questo: panchina a Vaughn e organico basato sul concetto di ricostruzione. Difficili da decifrare Charlotte, Milwaukee, Atlanta e Toronto. I canadesi del dopo Bargnani si aggrappano a Rudy Gay (ala piccola) arrivato da Memphis. Chissà.

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