03 febbraio 2014

Seattle sbanca New York e conquista il Super Bowl: Denver ko

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I Seahawks vincono il loro primo titolo Nfl: annientati Peyton Manning e compagni. I favoritissimi Broncos crollano 43-8. L'MVP della sfida è Smith. Wilson si trasforma nel più giovane quarterback vincitore di sempre

I Seahawks di Seattle si aggiudicano il primo Super Bowl della loro storia umiliando con un netto 43-8 i Broncos di Denver.

di Marcello Barisione

Ogni Super Bowl è una storia da raccontare. Leggende che si consacrano, giovani talenti che esplodono e grandi soprese. La partita di New York è riuscita ancora una volta a rimettere tutto in discussione e a regalare allo sport una nuova pagina da raccontare. Di fronte ci sono Denver e Seattle. Broncos contro Seahawks. Le due migliori squadre della lega una contro l’altra. Il leggendario quarterback Peyton Manning alla guida dei Broncos e il miglior giovane delle ultime due stagioni Russell Wilson con i Seahawks alla loro seconda apparizione al Super Bowl. Gli ingredienti per una partita indimenticabile e tutta americana ci sono tutti, con il pronostico tutto dalla parte di Denver più esperta e cinica nelle gare che contano.

Pronti via, il Super Bowl è scritto da sceneggiatori esperti, lo spettacolo deve essere ricco di colpi di scena e se possibile sorprendere da subito per migliorare l’audience dell’intero pianeta. Detto fatto perché dopo l’inno nazionale e il “flypast” della 101esima divisione aerotrasportata il primo possesso di Denver ha dell’incredibile. Peyton, vincitore già di un Super Bowl e alla guida dell’attacco più prolifico della lega chiama lo schema. Tutto perfetto fino allo “snap” del centro Rodrigues che incredibilmente sbaglia il corto passaggio e costringe i Broncos ad un Safety. Palla in end zone per l’attacco e dopo soli 15 secondi i Seahawks sono in vantaggio per 2 – 0 senza nemmeno avere giocato una palla.

Denver prova a scuotersi ma Seattle consolida la sua posizione con altri due field goal con un ottimo Wilson alla guida ma soprattutto con una difesa impressionante. Il tempo passa e i novellini Seahawks non lasciano spazio a Manning che sotto pressione commette altri due errori gravissimi, due intercetti tra gli artigli dei falchetti di Seattle che ringraziano increduli con altre due segnature tra cui una corsa di Smith che fa esplodere di gioia i tantissimi tifosi accorsi da Seattle. Morale della favola? Tutti negli spogliatoi a bere un Gatorade con il punteggio di 22 – 0 per Seattle. Il più alto passivo della storia del Super Bowl per battezzare un dorato Bruno Mars e i sempre verdi Red Hot Chili Peppers nell’half time show.

Gli sceneggiatori nella ripresa dovrebbero aver scritto qualcosa sulla rimonta dei campioni e sulla prova del vecchio Manning ma Seattle non sembra essere d’accordo. Qualcosa in effetti succede, ma è ancora Seattle con Harving che al primo pallone toccato sul ritorno dal calcio d’inizio corre tutto il campo e segna ancora sotto gli occhi in Manning in stato confusionale: 29–0 e tutto il secondo è ancora da giocare.

La sorpresa adesso non c’è più anzi, Seattle continua a macinare yards con Wilson ,ma segna quando la difesa decide di rubare la palla agli sventurati Broncos che nulla possono contro lo strapotere difensivo dei falchetti, che riescono per ben due volte a ricoprire palloni persi e sporcati dalle abili maglie difensive orchestrate ancora da Smith. Seattle segna ancora, per ben due volte, e anche se Denver accorcia le distanze serve a ben poco in un finale di gara quasi noioso e scaldato solo dalla classica doccia fredda di Gatorade che spetta a Pete Carroll, allenatore dei Seahawks e protagonista con la sua squadra di una vittoria tanto inattesa quanto storica e meritata.

Lo diceva Vince Lombardi lo storico allenatore italoamericano e inventore del Super Bowl moderno: “Gli attacchi vendono i biglietti ma è la difesa a vincere le partite” e in questo caso, Seattle è riuscita anche a segnare con la sua difesa tanto che il titolo di MVP, di miglior giocatore spetta proprio a Malcom Smith, il super difensore della serata.

Manning è sconfitto, umiliato da Seattle e dal giovane Wilson che diventa il più giovane quarterback vincitore di sempre. Una storia che pare arrivi da una sceneggiatura cinematografica, scritta con grandi azioni e messa in scena da giocatori perfetti come nella migliore tradizione del Super Bowl, con una nuova, sensazionale storia americana da raccontare.



"E' molto divertente vedere la Fox mentre qualcun altro viene picchiato e maltrattato". Questo il tweet ironico inviato da Hillary Clinton durante il Superbowl, con cui l'ex First Lady ha approfittato della partita per criticare la faziosità della tv più conservatrice d'America. Un tweet che ha avuto un enorme successo nella rete, visto che è stato 'ritwittato' 25 mila volte nei 20' successivi il suo invio, e oltre 53 mila volte in totale.

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