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20 ottobre 2017

Baseball, Los Angeles Dodgers alle World Series

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Dopo 29 anni i Dodgers arrivano alla finale del baseball USA, con una prestazione record del più impronosticabile dei protagonisti: Kike Hernandez

In America li chiamano utility players. Sono i giocatori che servono per le emergenze, quelli che possono giocare in tanti ruoli diversi e che di solito aspettano in panchina finché non c’è bisogno di loro. Enrique Hernandez, detto Kike, portoricano di 26 anni, è uno di questi. Quattro stagioni di onorata carriera e un ruolo da specialista spesso dedicato soprattutto alla difesa, uno che ha giocato ovunque in campo tranne che lanciatore o ricevitore. Uno che fa raramente fuoricampo e che non si può definire un battitore di potenza. Ma il baseball è il luogo delle storie impossibili che diventano realtà senza nemmeno prima passare dai sogni. Hernandez ha trascinato i Los Angeles Dodgers alle loro prime World Series dal 1988, grazie alla vittoria 11 a 1 sui Chicago Cubs, i campioni del 2016.

E lo ha fatto con una prestazione in attacco record, che ora rimarrà per sempre: tre fuoricampo, nessuno nella grande storia dei Dodgers c’era mai riuscito nei playoff, sette punti portati a casa su 11. Nemmeno il più forte battitore delle Major League poteva osare immaginare una cosa del genere. Ma i Dodgers che riportano la città di Los Angeles ad una finale importante sono una squadra costruita con molti giocatori intercambiabili, che possono alternarsi in partita senza perdere motivazioni ed efficacia. Meno stelle e più gruppo, sembra un mix vincente. La super stella comunque c’è: Clayton Kershaw, il lanciatore più pagato al mondo, forse il più forte giocatore in attività a non aver mai vinto il titolo. Se ci riuscirà sarà anche grazie ai giocatori della panchina, come Kike Hernandez.

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