02 novembre 2017

World Series, Astros campioni: la cover di Sports Illustrated aveva previsto tutto

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Addirittura tre anni fa il settimanale statunitense aveva predetto la vittoria di Houston con una copertina azzardatissima, visto che gli Astros se la passavano malissimo. Ecco come è diventata realtà, anche se l'autore del pezzo ha un rimpianto...

Negli Stati Uniti nessuno mette in dubbio il ruolo egemone di Sports Illustrated in quanto ad autorevolezza e blasone, visti anche i 60 anni di storia del settimanale. È storia nota però che la sua copertina porta dietro una strana “maledizione”, secondo la quale ogni volta che un giocatore o una squadra finisce in cover, qualcosa di brutto sta per succedergli. La chiamano “Sports Illustrated Jinx” ed è inevitabile quando si pubblicano più di 50 numeri all'anno, ma da stanotte gli haters dovranno richiedersi: il settimanale aveva infatti predetto la vittoria degli Houston Astros alle World Series del 2017 addirittura tre anni fa, con una cover story a giugno 2014 che oggi è tornata a essere virale e metterà a tacere, almeno per un po’, “il rumore dei nemici”. A fare ancora più rumore, però, è il fatto che tre anni fa gli Astros erano tra le peggiori squadre di tutta la MLB, con almeno 105 sconfitte da tre stagioni consecutive e un record negativo al momento della pubblicazione del settimanale (36 vittorie e 48 sconfitte): era davvero impensabile che una previsione così azzardata diventasse realtà, eppure è successo. Ovviamente l’autore di quella cover story, Ben Reiter, è ora ricercatissimo da tutti i giornali e le televisioni per raccontare la storia dietro a quel pezzo: “Per la verità, è da tutti i playoff che mi inseguono” ha dichiarato a Business Insider il giornalista di Sports Illustrated. “Ho scritto più di 20 cover story per SI, ma nessuna ha avuto il successo di questa – mi ha veramente seguito dappertutto. All’inizio la gente la odiava, pensavano che fosse un pronostico ridicolo – anche perché gli Astros stavano violando il contratto sociale dello sport perdendo volontariamente così tante partite [una pratica denominata tanking, ndr]. Ma quando le cose hanno cominciato a girare nel 2015, la gente ha cominciato a pensare ‘Oh, qualcosa potrebbe davvero succedere con questa squadra’”.

Come il pezzo è diventato realtà e l’unico rimpianto dell’autore

Reiter ha poi raccontato tutto il processo creativo della storia – per la quale ha avuto un accesso quasi illimitato alle riunioni della franchigia, altrimenti il giornale non avrebbe pubblicato il pezzo – e la sorpresa che lui stesso ha provato quando gli editor hanno deciso di metterla sulla cover, per di più con quel pronostico così azzardato. “Non doveva andare in copertina, perfino a me sembrava ridicolo. Ma quella storia aveva un tale livello di accesso ed era una cosa talmente diversa che il team editoriale ha deciso non solo di pubblicarla, ma di farlo con quel titolo. Per la verità noi autori non siamo sempre consultati sull’impaginazione dei pezzi – quello è il lavoro degli editor. In questo caso però sono stato coinvolto in ogni passaggio perché volevo centrare l’anno esatto, il 2017, che non mi era mai stato rivelato esplicitamente dalla squadra ma che avevo carpito parlando con il general manager e gli altri. Ovviamente nessuno avrebbe potuto prevedere tutto quello che è successo dopo, dall’arrivo di Justin Verlander in poi. E devo dire che non erano nemmeno così contenti di quella cover: ha messo su di loro un mirino pubblico e un ‘timer’ che non avrebbero voluto”. Reiter non ha però – giustamente – cercato di prendersi meriti non suoi (“Ho avuto pochissimo controllo su tutto quello che è successo: è tutta farina del sacco degli Astros, dalla dirigenza ai giocatori”), ma è consapevole che il suo nome sarà ora per sempre legato a quello della squadra di Houston – tanto che ha un solo rimpianto: quello di non averci puntato dei soldi a Las Vegas. “Che idiota che sono stato, eh? La più grande profezia nella storia dello sport e non ci ho guadagnato nemmeno un centesimo”.

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