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28 novembre 2017

Rams, il paradiso non può più attendere

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8 vittorie e 3 sconfitte: se i playoff Nfl iniziassero oggi un posto alle Wild Card sarebbe per i Los Angeles Rams. Una franchigia che ha cambiato due volte città e che, in passato, è stata di ispirazione sia per il cinema americano che per gli sfottò dei tifosi (avversari e non solo...). Ma oggi la musica sembra cambiata. Ecco il perché

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No! Neanche Warren Beatty quando nel 1978 ha diretto ed interpretato “Il Paradiso può attendere”, il cui personaggio principale (Joe Pendelton) era il quarterback dei Los Angeles Rams, credo avrebbe immaginato una storia così per la franchigia dei “montoni”. Abbandonare LA e lasciarla senza una squadra NFL per 20 anni, farsi accettare dalla città di St. Louis, arrivare a vincere un Superbowl lì con un quarterback cui nessuno aveva dato una chance prima, tanto che era stato costretto a fare il commesso in un supermarket e giocare a football ad Amsterdam, ed oggi HOF (Kurt Warner), poi farsi odiare anche dalla città del Gateway Arch per ritornare in una LA che sembrava non volerli poi riaccogliere così a braccia aperte preferendo una nuova franchigia.

Uno dei tanti meme dell'anno scorso sui Rams

 

Venti anni in esilio, un anello visto come il frutto di un tradimento e un ritorno senza fanfare. No, Warren Beatty non sarebbe arrivato cinematograficamente a tanto, ma forse Hollywood, che tra l’altro è lì dietro l’angolo, avrebbe però più facilmente previsto della logica sportiva un ritorno a così alto livello già da questa stagione. Nuovo head coach, nuovo sistema offensivo, un QB reduce da una stagione deludente e una tifoseria “negativa” e troppo spesso assente. Il 2016 si era chiuso con un record di 4 vinte e 12 perse e l’ironia legata proprio a “Heaven can wait” e Jared Goff, che aveva perso tutte e 7 le partite giocate da titolare, cominciava a diventare pesante. 

Gioventù e programmazione oculata sono state però le chiavi vincenti quanto inattese. I Rams venendo da stagioni deludenti in termini di risultati hanno sempre però potuto scegliere abbastanza alti, ma soprattutto lo hanno fatto benissimo se consideriamo che dal Draft del 2012 tutte le prime scelte degli ultimi 5 anni sono attuali titolari della squadra.

Goff, Gurley, Austin, Donald e Brockers: tutti prime scelte dei Rams

 

Atleti giovani, formati nella franchigia e, anche se hanno dovuto cambiare una città e un capo allenatore (Jeff Fischer per Mc Vay), sono comunque parte di un progetto che sta prendendo forma tutti assieme e con una sola maglia. Il tema della gioventù vale anche e soprattutto per Sean Mc Vay, il più giovane capo allenatore di tutta la storia della NFL. Trentun anni, un passato nell’insegnamento e nella comunicazione e anche come wide receiver non esattamente di successo dell’Università di Miami Ohio. E’ più giovane di ben 11 quartebacks titolari della lega, ma soprattutto è una grande mente offensiva che ha portato grinta, entusiasmo, convinzione, ma che principalmente ha saputo sfruttare le 3 armi offensive a sua disposizione. Goff in cabina di regia, le corse di Gurley e le ricezioni della coppia Woods-Watkins.

L'head coach dei Rams Mc Vay con Jared Goff

 

Goff è passato sotto la guida di Mc Vay da 0 vittorie e 7 sconfitte con 5 td pass e 7 intercetti. a 8 vinte 3 perse con 18 lanci da touchdown e solo 5 intercetti per un totale vicino alle 3000 yards con una media di 8,2 a lancio. Mc Vay gli ha chiesto più calma e meno mobilità. Rimanere nella tasca e sfruttare una buona linea offensiva che gli da il tempo di fare la scelta giusta. Adesso Goff praticamente lancia sempre dalla sua mattonella dopo lo snap e lo fa benissimo.

Fondamentali sono chiaramente le corse di Todd Gurley con 11 TD in stagione (#1 di tutta la Lega per mete segnate) e 1.344 yards totali. Lui apre il campo e la velocità dei 2 ricevitori fa il resto. Robert Woods (5 Td e 703 Yards in stagione) gioca in casa perché ha avuto una splendida carriera universitaria a USC che adesso dividono il loro campo con i Rams è dei due il ricevitore verticale, mentre Sammy Watkins (5 Td e 490 Yards con i Rams) dopo 17 td in 3 stagioni con i Buffalo Bills è arrivato a LA ad agosto inoltrato per una sesta scelta e il cornerback EJ Gaines, procura yards tagliando nello slot.

Ovviamente raggiunte i playoff sarebbe già un risultato straordinario e guardare oltre perfino ingiusto. Il proprietario Stan Kroenke, lo stesso dell’Arsenal, ha pazienza e, in attesa del nuovo stadio futuristico a Inglelwood, si gode il fascino del Coliseum, dove si è giocato il primo Superbowl della storia nel gennaio del 1967, come scenario.

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