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05 dicembre 2017

NFL: via dall'ombra di Brady, debutto da record per Garoppolo

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La rivoluzione ai Giants (via sia head coach che gm) e la paura per Shazier (linebaker degli Steelers, infortunatosi alla spina dorsale nel Monday Night). Sono due dei fatti che ci ha lasciato l'ultima giornata di football americano. Il personaggio in copertina? Ve lo raccontiamo noi...

DAY 13 - RISULTATI E CLASSIFICHE

E se per una volta avesse sbagliato persino Belichick? Ovviamente presto per dirlo dopo una sola partita, ma il debutto di Jimmy Garoppolo con i 49ers è stato notevolissimo. Innanzitutto San Francisco ha vinto la partita a Chicago (solo la seconda dell’anno), poi le sue statistiche personali con 26 su 37 per 293 yards stabiliscono un record assoluto nell’intera storia della franchigia per un quarterback al debutto. Non male, soprattutto per una squadra che nel ruolo ha avuto leggende come Joe Montana e Steve Young. Un esordio atteso con curiosità un po’ da tutti e con paura forse più da New England che dagli stessi Chicago Bears che se lo trovavano di fronte.

Il timore di aver sbagliato

I Patriots lo avevano scelto nel Draft del 2013 dopo un’ottima carriera a Eastern Illinois dove in 4 anni aveva sommato 118 TD con soli 51 intercetti ed un rating complessivo di 146,3. Numeri così buoni da convincere Belichick che fosse proprio lui l’erede di Brady. In 3 anni e mezzo di permanenza al Gilette Stadium però le opportunità, dietro uno dei quarterback più straordinari di tutti i tempi della storia, ovviamente non sono state tante. Diciassette partite di cui solo 2 da titolare con 5 touchdown, nessun intercetto e una percentuale di passaggi completati di poco superiore al 67% con 63 su 94. Più le stagioni passavano, più si avvicinava la sensazione però che il testimone sarebbe passato a lui. Erano un po’ tutti d’accordo Kraft, Belichick, Brady e lo stesso Garoppolo tanto che tutte le squadre che hanno bussato, soprattutto nell’ultimo biennio, al Gilette Stadium dopo aver perso per infortunio il loro QB titolare proponendo per lui anche grandi contropartite in cambio sono sempre state rispedite a casa con un sorriso.

Draft 2014: Jimmy Garoppolo scelto col numero 62 (secondo giro. Qui con Willie McGinest (sinistra) e il commossioner Roger Goodell (destra)


All’improvviso però a metà ottobre Jimmy è passato ai 49ers per una seconda scelta del prossimo draft. Per le malelingue i Patriots lo avevano visto arrugginito dall’inattività durante la preseason e il training camp, per i bene informati è stato lui, vedendo che Tom Brady anche dopo aver soffiato sulle 40 candeline dell’ultima torta è più determinato e vincente che mai, ad aver messo pressione per la trade per evitare di finire la carriera da eterna promessa senza mai vedere il campo.

Jimmy Garoppolo e Tom Brady sulla sideline dei Patriots


Rimettersi in gioco

Ha avuto coraggio, Garoppolo. Ripartire da una situazione difficile, perdente e di piena ristrutturazione come quella dei 49ers, ma la prima sensazione è super positiva. Per San Francisco finalmente una speranza dopo una lunga prima parte di stagione dove non si attendevano molte vittorie, ma indicazioni positive sì ed invece non se ne era vista neanche una. Dopo il fallimento della gestione di Chip Kelly (che ha appena firmato un contratto da $ 25 milioni di dollari con UCLA per tornare al College) e il suo Football tutta velocità, i 49ers avevano davvero deciso di azzerare tutto e, pur prendendo un rischio, di ripartire davvero da zero. Nuovo Head coach e nuovo General Manager. Vero si sono affidati a Kyle Shanahan, ex offensive coordinator di Houston, Washington, Cleveland e Atlanta, per tutti nell’ambiente uno degli allenatori giovani potenzialmente di maggior talento e per la scrivania a John Lynch, ex grande Safety di Denver e Tampa Bay con cui ha vinto anche l’anello nel 2003. Entrambi però al primo incarico nei rispettivi ruoli.

Jimmy Garoppolo in azione contro i Bears
 

Attese e pressioni alte, ma risultati pochi

Se ne sono andati giocatori storici della franchigia come la safety Bethea, Colin Kapernick con tutto il suo strascico di polemiche, il cornerback Marcus Cromartie, il ricevitore Torrey Smith (lui meno parte della storia dei rosso e oro) e addirittura dopo la quinta giornata anche il capitano e uomo simbolo della difesa Navorro Bowman. Nella rivoluzione sono arrivati però anche dei buoni giocatori come i ricevitori Pierre Garçon da Washington e Marquise Goodwin da Buffalo (assieme finora un solo TD) il running back Tim Hightower (tagliato a settembre) il solido defensive tackle Earl Mitchell e il linebacker Elvis Dumervil che di tutti è quello che sta mantenendo maggiormente le attese. In maglia 49ers con i suoi 5,5 sacks in stagione ha superato i 100 in carriera (104,5) diventando in questa classifica il 26esimo di tutti i tempi e tra l’altro con quello a Chicago domenica su Trubinski ha messo nella sua collezione il 50esimo QB differente e tra quelli in attività sono solo altri 3 ad essere riusciti a tanto, 3 leggende della difesa come Julius Peppers, Terrell Suggs e Dwight Freeney . Non è certo la vittoria sui Bears a cambiare il corso della stagione, ma la percezione del momento assolutamente sì. Il record resta di 2 vinte e 10 perse e il lavoro di Lynch e Shanahan è appena iniziato, ma con Garoppolo potrebbe essere più facile e si comincia a vedere che altri tassellini del mosaico (compresi il kicker Robbie Gould che ha firmato la vittoria al Soldier Field e il running backs Carlos Hyde con 4 TD finora) sono già al posto giusto.

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