05 novembre 2016

Andy numero 1, la storia di un campione annunciato

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Andy Murray ha trionfato due volte a Wimbledon

La cavalcata di Murray verso il primato nel ranking Atp comincia il 4 febbraio 2004. Nel mezzo due successi a Wimbledon, due ori olimpici, un Us Open e la paternità. Un traguardo raggiunto grazie a una tenacia e un'umiltà da scozzese vero

4 febbraio 2004. Il giorno dopo la vittoria all’Open d’Australia Roger Federer diventa per la prima volta numero 1 del mondo. Quello stesso lunedì il sedicenne Andy Murray è numero 536 e viaggia tra la Gran Bretagna e la Spagna dove si allena, facendo i primi passi nel circuito ATP.

3 ottobre 2005. Il piccolo Andy è cresciuto in fretta e a 18 anni fa il suo ingresso tra i primi cento del mondo dopo aver perso la prima finale nel circuito maggiore proprio da Federer, che nella cerimonia di premiazione gli pronostica un grande avvenire.

16 aprile 2007. Alla vigilia dei 20 anni Murray perde in semifinale a Miami da Djokovic, ma entra tra i primi 10 giocatori del mondo.

17 agosto 2009. Il giorno dopo aver battuto Juan Martin Del Potro in finale all’Open del Canada, lo scozzese è per la prima volta numero 2. Solo per 3 settimane.

9 novembre 2015. Murray perde la finale di Parigi Bercy con Djokovic ma ritorna numero due. Si tratta del quarto tentativo di attacco alla vetta. Lì ininterrottamente rimane fino al 7 novembre 2016.

7 novembre 2016. Dopo 666 settimane totali di leadership di Federer (302), Djokovic (223) e Nadal (141), anche l’ultimo del quartetto dei fantastici raggiunge il vertice della classifica. Murray non è fantastico come gli altri, ma proprio per questo vanno ammirate la sua tenacia e la sua umiltà. E anche l’ambizione di continuare a crederci e perciò a migliorarsi.

Il 2016 è un anno memorabile per Andy Murray. Si è aperto con la gioia impareggiabile della paternità. Ed è continuato all’insegna delle soddisfazioni sportive con il secondo titolo a Wimbledon, ancora l’oro olimpico e infine il primo posto in classifica mondiale.

Slainte (Salute), Andy!
(Anche se è astemio).

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