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18 maggio 2017

Internazionali di Roma, Fognini ko in due set: Zverev ai quarti

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A 36 ore dall'impresa con Murray il ligure non è mai entrato in partita nel suo ottavo di finale contro il tedesco, soprattutto nei game di risposta. Con un doppio 6-3 uno Zverev quasi perfetto va avanti e può sognare la finale

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Gli Internazionali d'Italia 2017 di Fabio Fognini sono finiti agli ottavi di finale: Alexander Zverev lo ha infatti battuto 6-3 6-3 in una partita senza storia, che il punteggio tutto sommato dignitoso non rispecchia al 100%.

Concentrazione

Dopo l'impresa con Murray l'attesa era enorme e in molti credevano nel bis contro il numero 17 del mondo (Fognini è 29), al punto che gli organizzatori avevano collocato la partita a mezzogiorno esatto, apertura del programma del Centrale, in mondo da consentire a Fognini di vincere (...), prendere l'aereo per Barcellona dove fra qualche ora dovrebbe nascere il primogenito suo e di Flavia Pennetta, infine tornare il venerdì pomeriggio per giocare il suo quarto di finale nel programma serale. Ecco, adesso questo tour de force sarà sicuramente evitato. Poi nel dopopartita, a sconfitta già avvenuta, Fognini ha detto che fosse stato per lui avrebbe preferito affrontare Zverev di sera... Una situazione che, da italiani quali siamo, fa nascere ovviamenti sospetti sulla concentrazione con cui Fognini ha affrontato un match importantissimo. Non che battere il 17 ATP valga più che battere l'1, ma visto il tabellone si poteva sognare, senza esagerare, di arrivare ad una finale con Nadal. Adesso il favorito per arrivarci diventa Zverev. 

Il servizio di Zverev

Al di là della concentrazione e dell'atteggiamento di Fognini, il match è analizzabile anche dal punto di vista strettamente tennistico. Nel primo set Zverev ha fatto punti con facilità sia sulla sua prima di servizio sia sulla seconda, mentre Fognini c'è riuscito soltanto con la prima. Poi anche quando Zverev ha servito a velocità abbordabili Fognini ha trovato difficoltà nel 'sentire' la risposta, così certi game sono scivolati via davvero troppo veloci. Un break per il tedesco, difeso fino alla fine, gli ha dato il 6-3, ma in generale è stato subito evidente che anche nel puro palleggio Fognini era un lontano parente di quello visto 36 ore prima contro Murray. Ha probabilmente sofferto i colpi piatti e potenti di Zverev, che mai gli hanno concesso l'opportunità di proporre le sue variazioni sul tema, dalle palle corte a tutto il resto. Di sicuro è stato sempre in affanno contro un tedesco raramente visto così centrato e con le idee chiare, per niente disposto a rimanere troppo distante dalla rete. E a rete c'è anche venuto più del suo solito, nonostante la volée pessima e un'attitudine che non avrà mai. Ma è evidente che lui il match l'aveva preparato tatticamente molto bene. Il resto l'ha fatto la pressione, quasi tutta sulle spalle di Fognini, sotto gli occhi attenti di Rod Laver e di Bobo Vieri, grande appassionato di tennis (gioca due ore quasi ogni giorno) che dal torneo di Miami, la città dove l'ex attaccante della Nazionale risiede, è diventato un ultras di Fognini.  

Supplizio

Il secondo set finirà negli almanacchi anche lui 6-3, ma in realtà è stato un supplizio. Un Fognini ormai scarico ha subìto due break e si è messo a litigare con l'arbitro Lahyani (avendo torto) per un servizio dubbio di Zverev, ma soprattutto con se stesso andando a un niente dal penalty point. Zverev si è portato sul 5-1, poi Fognini ha avuto un sussulto di orgoglio e per qualche secondo il Centrale si è infiammato. Giusto perché aveva voglia di infiammarsi. Ma troppa era la distanza tecnica e soprattutto mentale fra i due. Roma 2017 per Fognini si chiude in attivo, con una delle vittorie più importanti della sua carriera, ma anche con un po' di amaro. Siamo ancora a discutere di una grande occasione persa: questa volta sarà stata colpa del figlio, ma le altre no. Certo è che con questo stato di forma può tranquillamente puntare ad un ritorno nei primi 20 del mondo.

E ora comincia un'altra partita

Subito dopo la sconfitta il pensiero di Fognini vola alla sua Flavia Pennetta e all'imminente nascita del loro primogenito: "Vado a casa a vincere il mio torneo piu' grande. Tra pochi giorni avremo questa bella notizia. Parto subito, il primo volo che trovo, e se non lo trovo ne prendo un altro e me ne vado".

"Recriminazioni? Meglio che non parlo altrimenti divento polemico" prova a trattenersi Fognini a caldo, senza pero' riuscirci: "Ero l'unico giocatore italiano rimasto in tabellone e avrei preferito giocare di sera, ecco. Poi invece abbiamo giocato a mezzogiorno su un campo molto veloce. Diciamo la verita', le condizioni hanno favorito Zverev. Ma a Roma se chiedi una cosa, fanno il contrario...".

Insomma, dito puntato contro la direzione del torneo, ma a pagare le spese del nervosismo dell'azzurro e' anche il giudice di sedia, lo svedese Lahyani, con cui discute piu' volte anche animatamente, arrivando a tenergli un braccio mentre in campo gli mostra il segno di una battuta di Zverev ritenuta fuori (e che invece l'occhio di falco mostra buono). "Le sue chiamate? Ma no, ha fatto solo una caz..., per il resto non ho discusso nulla" minimizza pero' Fognini in conferenza, facendo i complimenti all'avversario: "C'e' amarezza perche' non sono riuscito a giocare come gli altri giorni, ma questo e' anche merito del mio avversario. Questo sport e' cosi', ti da' e ti toglie, e' bello per questo. E poi stiamo parlando di un ragazzo in costante crescita che in prospettiva puo' diventare numero uno al mondo".

"Ho rincorso per tutta la partita. Senza ombra di dubbio mi ha regalato davvero poco, anche se nel secondo set penso di aver avuto qualche chance - conclude -. Nel primo invece imbarazzante, non sono mai riuscito a rispondere, ho preso un break stupido, lui ha fatto tutto molto molto bene. Non potevo fare di piu'. La cosa positiva e' che sto giocando bene quindi questo mi da' tranquillita' e fiducia per il futuro".

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