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Parma, nessuno come te: dalla D alla Serie A, tre promozioni di fila

Serie B

Luca Cassia

Prossimo ai 41 anni a luglio, Alessandro Lucarelli ha riportato il suo Parma in Serie A (Foto LaPresse)

Terza promozione consecutiva per gli emiliani, un record assoluto nel calcio italiano per la squadra risorta dopo il fallimento. Incubo finito a Parma, riscatto di una città che ha scalato ogni categoria dalla D alla Lega Pro fino alla B ritrovata un anno fa. E all'ultimo respiro ecco la festa più bella

PARMA PROMOSSO IN A, HARAKIRI FROSINONE

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Provate a spiegarlo ad Alessandro Lucarelli, simbolo e leader del Parma riemerso dal punto più basso della propria storia. Dall’inferno del crac societario culminato nella discesa tra i dilettanti al paradiso della Serie A, tutto in tre anni come nessuno aveva mai fatto nel calcio italiano. Ecco perché l’incredulità del capitano, 40enne come l’entusiasta Buffon per l’impresa della sua ex squadra, non può avere eguali per chi occupa il trono del club in materia di presenze totali in campionato. "Fuori dal mondo, non si poteva mai immaginare un finale così. Questo è più di un sogno". Parola di chi, alla guida di un gruppo completamente rinnovato, iniziava una nuova avventura ad Arzignano in Serie D nel settembre 2015. Lui che ha segnato reti in tutte le categorie con i ducali, lui che ha assistito al saccheggio del Parma risorto dalle proprie ceneri. Se come annunciato a caldo termina qui la sua vita da calciatore, Lucarelli è riuscito nella missione di riportare una città nella categoria di competenza attraverso una marcia da record. I tifosi gialloblù hanno già consegnato il 18 maggio 2018 alla storia: la notte dei miracoli, dicono, ma la realtà forse è ancora più bella.

Nuova vita in Serie D

Falliti con Ghirardi e Leonardi, poi rifondati nella denominazione di Parma Calcio 1913, gli emiliani ripartono dai dilettanti dopo oltre 45 anni d’assenza. Se a livello dirigenziale si aggregano imprenditori del territorio, il lato sportivo guarda al passato attraverso la gloriosa squadra degli anni Novanta: Nevio Scala ne diventa il presidente e Luigi Apolloni l’allenatore, spazio anche a Minotti e Pizzi inseriti nello staff tecnico. E l’unico superstite dalla Serie A è proprio Alessandro Lucarelli, veterano e modello dello spogliatoio che accoglie giovani prospetti e corsari dalle categorie inferiori. Qualche nome? Da una parte attaccanti rodati come Longobardi e Musetti, il tuttocampista Corapi e il centrale Cacioli, dall’altra la verve del francese Baraye (20 gol e qualche folata alla Asprilla) tutt’ora presente in rosa come Mazzocchi. E poi ragazzi promettenti come Ricci e Zommers, portiere lettone che difende i pali occupati da campioni del mondo del calibro di Buffon e Taffarel. Girone D senza storia, campionato dominato dal Parma che chiude a +17 sull’AltoVicentino registrando numeri pazzeschi: 28 vittorie e nessuna sconfitta ovvero l’unico club a riuscirvi nelle prime quattro divisioni nazionali, 82 gol segnati e solo 17 incassati a premiare la migliore difesa del raggruppamento. Al primo tentativo gli emiliani guadagnano la Lega Pro con tre turni d’anticipo, festa indimenticabile per i 20mila del Tardini che ricominciano a vedere la luce.

Bis in Lega Pro con D'Aversa

Il ritorno tra i professionisti riserva new entry di qualità per Apolloni, allenatore che rinforza tutti i reparti dalla porta (Frattali) alla difesa con Iacoponi, Canini e Di Cesare. Acquisti dai trascorsi nelle categorie superiori come i centrocampisti Scavone e Munari, Scaglia e Scozzarella, pedine di qualità pure in attacco con Evacuo, Nocciolini e soprattutto Calaiò. Non può che essere l’Arciere a brillare come miglior marcatore stagionale, 18 reti che tuttavia non risparmiano amnesie e difficoltà. Il girone B premia infatti lo strapotere del Venezia di Inzaghi, 80 punti al termine del campionato contro i 70 del Parma di D’Aversa: ingaggiato a novembre in luogo di Apolloni, l’ex tecnico del Lanciano è spalleggiato dal direttore sportivo Faggiano già protagonista nel Trapani ad un passo dalla promozione in A. Gli emiliani varano così la roulette dei playoff tra maggio e giugno a partire dal derby contro il Piacenza steso da Baraye e Nocciolini. La marcia dei crociati costa caro a Lucchese, Pordenone battuto solo ai rigori con la trasformazione decisiva di Lucarelli fino all’Alessandria, avversaria nella finalissima stesa 2-0 al Franchi. Dopo 44 gare ufficiali il doppio salto diventa ufficiale per gli emiliani ammessi in Serie B, due promozioni di fila proprio come il Venezia. "Due anni fa di questi tempi ero in tribunale - commentava Lucarelli -, l’abbiamo ottenuta con i denti dimostrando cuore e attributi. E non è ancora finita".

ParmA, missione compiuta

Quattro giorni dopo il traguardo della B ecco la rivoluzione in società: il 60% delle quote passa nelle mani del gruppo cinese Desports presieduto da Jiang Lizhang, nuovo presidente del club con i gradi di vice affidati ad Hernan Crespo poi destinato ad un ruolo da ambasciatore. Nel corso della stagione il Parma si riappropria in via provvisoria del centro sportivo di Collecchio, ritorno al passato accompagnato da nuove pedine e risultati sul campo. Già, perché la finestra di mercato registra colpi assoluti per la Serie B: Dezi e Ceravolo, Di Gaudio e Gagliolo, Insigne e Siligardi prima dei ritocchi Vacca e Ciciretti a gennaio. Gli emiliani si assestano da subito tra le migliori della classe, convincono per tenuta difensiva ovvero la migliore del campionato riscoprendosi allergici ai pareggi (9, meno di tutti). Calaiò si conferma il bomber della squadra che manda a segno ben 16 giocatori: importante il contributo realizzativo della retroguardia (12 reti, metà delle quali targate Gagliolo), fondamentale il ritrovato Ceravolo così come i jolly Insigne e Di Gaudio. D’Aversa rischia il posto al giro di boa, inanella 9 vittorie nelle ultime 12 partite e centra la sua seconda promozione all’ultima giornata a La Spezia: 72 i punti al traguardo come il Frosinone, indietro negli scontri diretti e bloccato all’89’ dal Foggia. Il primo a festeggiare non può che essere Lucarelli, tornato titolare a distanza di 24 giorni dall’operazione al menisco. A luglio spegnerà 41 candeline sulla torta, come poteva perdersi la notte che Parma sognava da tre anni?