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Martin a Sky: "Ducati priorità, ma se non sarò nel team ufficiale andrò via"

a sky sport

Sandro Donato Grosso

Jorge Martin si racconta ai microfoni del nostro inviato a Jerez, Sandro Donato Grosso: dal secondo posto nel Mondiale 2023 alla crescita degli ultimi mesi, dalle qualità dei suoi principali avversari al tema futuro in vista del 2025. In "Martin, io ci sono" potete scoprire tanti aspetti ancora nascosti del pilota Pramac, attuale leader della classifica piloti. Nel VIDEO sopra l'intervista integrale

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Caro Jorge, ci conosciamo da un po' di tempo ormai, mi ricordo quando eri 'piccolo' e lottavi per il titolo con Bezzecchi per il Mondiale di Moto3, ora sei diventato grande.

"Già, era il 2018, è stato un bell'anno... in fondo siamo gli stessi ragazzi, ma con le moto più grandi".

 

Non sei lo stesso ragazzo: oggi sei un pilota più maturo, strutturato, anche rispetto alla scorsa stagione sei cresciuto tanto. 

"È vero, sono consapevolo di questi step in avanti. Nella vita bisogna sempre cercare di migliorarsi, come sportivo e come persona. E sono contento che anche all'esterno ci sia la percezione di questi progressi". 

 

È un tuo percorso personale o anche tuo padre, il tuo team, o ti lasci 'aiutare', consigliare anche dalle persone vicine a te?

"Certamente, le persone che lavorano con me mi danno una mano. Ho pensato di essere 'invincibile', ma alla fine ti rendi conto che non è così, non è possibile. Sto lavorando molto sulla mia mentalità per crescere ancora".

 

In cosa sei cresciuto di più?

"Mi sto focalizzando molto su quello che posso controllare. In questo sport può sempre succedere di tutto: un sorpasso, una caduta provocata da un'altra moto, ma devo concentrarmi su me stesso, il resto devo accettarlo".

 

Non c'è il rischio che il Martinator che conosciamo, esplosivo, irruento, diventi più razionale e quindi meno...

"Non è una questione di razionalità, ma di intelligenza. La mia esplosività è sempre la stessa, ma sto cercando di commettere gli errori del passato. Tutto qui".

 

Hai iniziato benissimo questa stagione: rispetto al 2023, è questo che sta facendo la differenza?

"Sicuramente l'esperienza dell'anno mi ha aiutato a cominciare questo 2024 in un altro modo e i risultati si vedono".

©Ansa

Il secondo posto dell'ultimo Mondiale è stata una delusione, l'hai interpretato più come una sconfitta?

"Assolutamente no. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Lo spirito è questo: io do tutto, la versione migliore di me stesso, cosciente del fatto che posso anche arrivare secondo".

 

Qual è il tuo punto di forza rispetto agli altri? Bagnaia, Bastianini, Marc Marquez...

"La resilienza. La capacità di adeguarmi alle situazioni, sono veloce nel pensiero, a cambiare quando c'è da cambiare. Ma anche la velocità, naturalmente, è un mio punto forte".

 

Cosa vorresti prendere dagli altri piloti? Da Pecco, per esempio?

"La frenata, ma anche la sua razionalità...".

 

Stai diventanto come Bagnaia?

(ride) "No, sto solo diventato un Martin migliore".

 

Da Bastianini e Marquez?

"Da Enea il finale di gara, incredibile. Da Marc la grinta. Ognuno ha delle caratteristiche speciali, ma alla fine siamo molto simili tra noi".

 

Acosta è come te da giovane o è persino più forte?

"È diverso, semplicemente diverso da me. Vedremo nel futuro".

 

Cosa hai trovato nella famiglia Pramac?

"La tranquillità, una squadra 'famigliare'. Ma credo che anche il pilota influisca in questo: negli anni scorsi ho notato che la parte di alcuni dei miei compagni non era così famigliare come la mia. E poi la fiducia di un team che crede in me al 100 per cento".

 

Sei una persona orgogliosa?

"No. Anzi, sempre meno. Non serve a niente".

 

Sei molto amico con Aleix Espargaró, vero?

"Ci conosciamo da una decina d'anni, ormai, ma negli ultimi due ci siamo avvicinati ancora di più. Mi diverto molto con i suoi figli, sono diventato uno di famiglia".

 

Aleix sta pensando al ritiro. Ne avete parlato?

"Sì, credo sia su quella direzione. Ma non mi sento di poterlo consigliare perché lui sa cosa deve fare. Credo, però, che riuscirà ancora a divertirsi in pista potrà andare avanti per qualche altro anno".

Instagram @89jorgemartin

Nel 2022 sei riuscito a 'resistere' con una moto che non andava fortissimo; hai superato l'incidente, l'anno scorso sei arrivato secondo: sei un pilota che non deve dimostrare più niente a nessuno.

"Ho avuto una bella carriera finora e sono grato per questo". 

 

Perché non sei ancora al team ufficiale, come te lo spieghi?

"Nel 2022 hanno scelto Bastianini, in base ai risultati. L'anno scorso c'era la volontà di fare questa scelta, ma non è stato possibile per un discorso tecnicno, c'erano in mezzo dei contratti. Ora tutto è aperto: so che hanno fiducia in me, ma vedremo se sarà o meno una fiducia totale".

 

Manterrai la parola, se non ti prendono in factory te ne vai?

"Sì. Io spero di continuare in Ducati, ma se non sarà possibile correrò per un altro team ufficiale, sogno di avere una squadra tutta per me".

 

Al momento i team ufficiali più 'accessibili' sono Honda e Yamaha, ma oggettivamente non hanno una moto veloce come la Ducati: non credi possa essere rischioso?

(sorride) Tutto è rischioso... ma Quartararo ha rinnovato, per esempio: vuol dire che ha fiducia nel progetto. Ora però devo solo pensare a guidare e fare il massimo, il mio obiettivo rimane la Ducati ufficiale".

 

Se Pramac dovesse cambiare fornitore di moto e virare sulla Honda?

"Per me non cambia niente. L'importante è che sia felice Paolo (Campinoti, CEO Pramac, ndr)". 

 

Stai parlando con altri team?

"No, a quello pensa il mio manager. Io sono completamente concentrato sulla pista".

 

Cosa farà la differenza in questa stagione?

"Portare a casa dei punti nei weekend difficili".

 

Differenze tra la nuova moto rispetto al 2023?

"Ancora non mi sento di dire che sia migliore, direi diversa. Soffro ancora un po' pochino nella Sprint, ma nella gara lunga della domenica va veramente forte".

 

Se vinci il Mondiale ti fai un altro tatuaggio?

(ride) "Sì, mi tatuerò 'Sky Sport' sul braccio!".