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Mondiale Rugby, le ragioni del trionfo del Sudafrica sull'Inghilterra

Rugby

Francesco Pierantozzi

Trionfo del Sudafrica nel Mondiale di Rugby. In finale, travolta l'Inghilterra. Un successo che ha delle ragioni ben precise. I 4 punti che spiegano la superiorità degli Springboks

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Imporsi fisicamente, placcare in avanzamento, dominare le fasi di conquista, mischia chiusa soprattutto, appoggiarsi a una terza linea impressionante. Quattro semplici punti per spiegare la superiorità del Sudafrica.  Per essere ancora più chiari: se si dovesse scegliere un XV ideale della partita non ci sarebbe nessun inglese. Battuti dappertutto, in ogni zona e fase, nel confronto individuale, forse anche dall’essere arrivati da favoriti in finale dopo il successo sugli All Blacks. Insomma: un po’ tronfi e arroganti, secondo tradizione. I sudafricani sono tornati negli ultimi due anni con Rassie Erasmus, allenatore de ex terza linea con 36 caps e un terzo posto Mondiale nel 1999, alle basi del loro gioco, al lavoro etico con rigore calvinista, ad usare il vecchio rugby muscolare accanto all’evoluzione del gioco, a scegliere i migliori al di là del colore della pelle, all’unità di squadra. Un Sudafrica così diverso con lui da quello del predecessore Coetzee, battuto persino dall’Italia a Firenze nel 2016, non una vita fa. Un Sudafrica che vince con una sconfitta nella prima fase della Rugby World Cup, mai accaduto prima per una squadra campione, partita persa all’esordio contro gli All Blacks, partita che , comunque, deve aver insegnato parecchio. Un Sudafrica che raggiunge proprio la Nuova Zelanda a quota tre titoli mondiali, tuttavia con due partecipazioni in meno, causa apartheid , nel 1987 e nel 1991. Un Sudafrica che quando arriva in finale vince sempre, 1995 (in casa, celebrata dal film Invictus), 2007 (a Parigi, sempre contro l’Inghilterra) e, appunto adesso nel 2019, e che, per la prima volta però, segna una meta, anzi due e non solo punti col piede.  Ma dimenticando numeri e statistiche, un breve ripasso per vincere: avanzamento (portare il pallone avanti), sostegno (seguire il compagno), conquista (avere il pallone da mischia e rimessa laterale), placcaggi (fermare l’avversario senza farlo avanzare), un po’ di tattica (uso del gioco al piede)…e farsi sentire negli impatti, vincere lo scontro fisico, prima regola….In questo caso non servono parentesi e spiegazioni, il rugby è uno sport semplice, crudo, duro, uno sport di combattimento !