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Dalla Spagna: Barcellona al lavoro per giocare al Camp Nou a porte aperte

Liga

Il club blaugrana, secondo il Mundo Deportivo, non esclude la possibilità di riaprire il Camp Nou al pubblico prima della fine della stagione: l'accesso, ovviamente, sarebbe riservato solo a una parte di tifosi e seguendo specifiche modalità 

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L'ufficialità della ripresa, in Spagna come in Italia, è stato un primo passo verso il ritorno alla normalità. Il prossimo sarà quello di riaccogliere i tifosi allo stadio. Il governo iberico, come riferito la scorsa settimana dal Ministro dello Sport a Cope, sta lavorando per una progressiva e parziale riapertura degli impianti a partire dalla prossima stagione. Il protocollo dovrebbe prevedere, seguendo le misure di sicurezza definite in ogni fase, l'ingresso al 30% degli spettatori a settembre, al 50% entro fine novembre e al 100% a gennaio. Un progetto in evoluzione e che il Barcellona vorrebbe provare ad anticipare. Secondo quanto riportato da El Mundo Deportivo, infatti, il club blaugrana punta ad aprire il Camp Nou già entro la fine di questa stagione. Uno degli uomini di fiducia del presidente Bartomeu, il dottor Bladé, sta studiando fino a che punto la presenza dei sostenitori sarebbe al sicuro in uno stadio grande come quello del Barça. Va considerato, inoltre, che i dirigenti della società sono a conoscenza di quante persone - sugli oltre 80 mila soci abbonati - sono soliti assistere a ogni incontro, ovvero meno della metà. Come procedere, dunque, alla riapertura? Facendo iscrivere i tifosi (e le loro famiglie) interessati ad assistere ad una delle ultime gare su un portale, in modo da occupare solo alcuni dei 99354 posti di cui dispone l'impianto catalano. In caso di richieste eccessive, sarebbe un sorteggio a definire il pubblico autorizzato ad entrare al Camp Nou. Da qui al traguardo, Messi e compagni hanno ancora 5 gare casalinghe in programma: Leganes, Atletico Madrid, Espanyol, Osasuna e il ritorno di Champions contro il Napoli. Per attuare quest'idea e riaprire il Camp Nou servirà, in ogni caso, l'ok del governo.