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Coronavirus, weekend di #orgoglioitaliano. Lippi: "Prendiamo esempio dalla Nazionale 2006"

Nazionale

Le imprese della Nazionale del 2006 come fonte di ispirazione per vincere la "partita" contro il Coronavirus. "Speriamo che quei ragazzi, che in quella occasione hanno dato dimostrazione di compattezza e di unità, siano ancora una volta di esempio agli italiani”, suggerisce Marcello Lippi

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Un modo per dire “vinceremo di nuovo, insieme”. Tirando fuori tutto il nostro #OrgoglioItaliano. Nei giorni in cui il nostro Paese si trova a vivere un momento così difficile, consapevoli di poterne uscire solo “lottando” tutti insieme, lo sport può essere la metafora perfetta. E quale migliore esempio, allora, di quello dato dalla Nazionale Campione del Mondo nel 2006, una Squadra che, nell’estate da cui il calcio italiano era uscito a pezzi, riuscì a dare il meglio di sé ritrovando compattezza, e finendo per entusiasmare un popolo intero.

A quelle imprese, a quei grandi campioni e al loro leader che hanno alzato la Coppa con insuperabile spirito di squadra, Sky ha dedicato uno speciale, una giornata intera con la programmazione delle 7 partite di quel Mondiale. E gli stessi protagonisti di allora, dalle loro abitazioni, oggi tornano a emozionarsi da “spettatori”, inviando anche le testimonianze della loro giornata casalinga, tra divano e ricordi Mondiali.

Lippi: "Prendiamo esempio da quella Nazionale"

Un esempio a cui ispirarsi oggi, in questa nuova “partita contro un nemico invisibile”, come la definisce Marcello Lippi, il Ct autore di quella impresa: “Questa mattina ho acceso la tv e ho rivisto tutte le partite, i miei grandi giocatori, e ho provato grandi emozioni", racconta nel suo messaggio. "Speriamo che questi ragazzi, che in quella occasione hanno dato dimostrazione di compattezza, di unità, di voglia di mettersi ognuno a disposizione degli altri, siano ancora una volta di esempio agli italiani”.

Da Inzaghi a Toni: "Facciamo squadra"

E poi tutti gli altri, con le testimonianze di Simone Perrotta, ancora "incredulo" e costretto a rimirare ogni tanto la sua bacheca per essere sicuro di non aver sognato, di Vincenzo Iaquinta, di Pippo Inzaghi: il messaggio è sempre lo stesso, adottare quella stessa forza, prendere esempio da quello spirito, per vincere anche oggi. "Non so se in quel Mondiale eravamo la squadra più forte", dice invece Luca Toni, "ma lo siamo diventati perché abbiamo fatto gruppo, eravamo uniti e fieri di essere italiani. Vedrete che festeggeremo presto, come noi abbiamo festeggiato nel 2006".