Doping, Magnini squalificato per 4 anni dal Tribunale Nazionale Antidoping: "Sentenza già scritta, è accanimento"

Nuoto

Quattro anni di squalifica per Filippo Magnini: è questa la decisione presa dal Tribunale nazionale antidoping di Nado Italia (Tna) nei confronti dell'ex campione di nuoto, a processo per uso o tentato uso di sostanze dopanti (art. 2.2 del codice Wada). L'accusa aveva chiesto otto anni di stop. "È un accanimento, una forzatura, faremo sicuramente ricorso", replica il bronzo ad Atene 2004

"È una sentenza che era già scritta e per questo sono incazzato nero. Il procuratore Laviani mi ha detto nel processo sbattendo i pugni sul tavolo: 'Basta, ormai è una questione personale'. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Non ci sono prove, anzi le prove dimostrano il contrario. Faremo sicuramente ricorso". L'ex nuotatore azzurro, Filippo Magnini, non nasconde la rabbia parlando della sentenza a 4 anni di stop comminata dal Tribunale nazionale antidoping di Nado-Italia per uso o tentato uso di sostanze dopanti. La squalifica di Magnini ha decorrenza da oggi e si estinguerà - salvo eventuale rivisitazione in appello - il 5 novembre 2022. La condanna emessa dal Tna è relativa alla violazione dell'articolo 2.2 (uso o tentato uso di sostanze dopanti) delle Norme sportive antidoping Wada. Cadono invece le accuse relative agli articoli 2.8 e 2.9, quelle relative al favoreggiamento e alla somministrazione o tentata somministrazione di sostanze dopanti. La stessa condanna è toccata all'ex compagno di nazionale Michele Santucci, anche lui squalificato per 4 anni con decorrenza da oggi. Nell'ambito dell'inchiesta di Pesaro, Magnini paga a livello di giustizia sportiva le passate frequentazioni con il medico nutrizionista Guido Porcellini, condannato dal Tribunale nazionale antidoping di Nado Italia a 30 anni di inibizione. Nel processo penale, invece, la posizione di Magnini è stata archiviata.

Magnini: "Non mi sono mai dopato". Poi cita Cristiano Ronaldo

Sempre riferendosi al Procuratore anti-doping di Nado-Italia, Pierfilippo Laviani, Magnini ha aggiunto: "Pensare che un procuratore, al quale è stato dato pieno potere, possa agire con queste parole senza alcuna ripercussione… Fossi il Coni mi arrabbierei parecchio. Nella giustizia ordinaria non ci potrebbe essere. Questa è una cosa molto grave". Magnini cita poi Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus: "Faccio mia, perché mi ci rivedo molto, una frase importante e bella di Cristiano Ronaldo riguardo le accuse di stupro che gli sono state rivolte. Lui ha detto 'Sono un esempio nello sport' e lo sono anche io. Perché è successo? Ho pensato di tutto, che il mio movimento 'I'm doping free' possa aver dato fastidio a qualcuno, che io potessi essere una pedina per colpire qualcuno più importante – continua l'ex capitano della Nazionale azzurra di nuoto - Ci sono dei punti saldi: Magnini e Santucci non si sono mai dopati, tutti i nostri controlli sono a posto, è venuto fuori che non abbiamo mai chiesto, né pagato per delle sostanze. Il mio nome non è mai stato fatto, ma di cosa stiamo parlando? Forse è tutto uno schema, anche se mi domando il motivo. Non è un pregiudizio, ma una persecuzione. Sono incazzato nero perché ero sicuro al 100% che qualcosa ci avrebbero dato".

Federnuoto: "Chiediamo il massimo rispetto per Magnini e Santucci"

La Federnuoto "esprime fiducia negli organi preposti a prevenire, combattere e perseguire il doping. Il percorso giudiziale che coinvolge Filippo Magnini e Michele Santucci ha espresso solo il primo verdetto e potrebbe proseguire. Pertanto la Federnuoto chiede il massimo rispetto nei confronti degli atleti, auspicando che riescano a dimostrare la loro estraneità alla vicenda in ulteriori sedi". Così in una nota la Fin dopo la decisione presa dal Tribunale nazionale antidoping di Nado Italia (Tna) nei confronti dell'ex campione azzurro di nuoto e al suo ex compagno di nazionale. La Federnuoto ricorda altresì come "Magnini sia stato, nel corso della sua straordinaria carriera, un esempio per tutto il movimento, nonché uomo simbolo dello sport italiano e della lotta al doping".

Filippo Magnini è co-ideatore del movimento “I am doping free"

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