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Montano e lo shock anafilattico: "Per un po' di formaggio ho rischiato di morire"

l'intervista

L'olimpionico della scherma ha raccontato a 'La Gazzetta dello Sport' i terribili attimi vissuti a causa dello shock anafilattico scatenato da un'allergia alla caseina: "Dopo la paura si torna alla vita, però me la sono vista brutta. Avevo ordinato un piatto di fettuccine con il sugo di coda alla vaccinara. Non avevo comunicato la mia allergia solo al cameriere, sono pure andato in cucina a raccomandarmi"

MONTANO IN OSPEDALE PER SHOCK ANAFILATTICO

Aldo Montano venerdì sera ha rischiato di morire per colpa della sua allergia alla caseina. Lo ha raccontato in un post su Instagram in cui ha mostrato una foto del ricovero d'urgenza con la mascherina per l’ossigeno per lo shock anafilattico. A 'La Gazzetta dello Sport' ha spiegato bene cosa è successo e quei drammatici istanti: "Fisicamente mi sono ripreso, per il resto insomma... Dopo la paura si torna alla vita, però me la sono vista brutta, ho vissuto attimi di terrore che purtroppo ho già conosciuto diverse volte in passato. Possibile che un piatto servito in un ristorante dove stai passando una bella serata con un amico si trasformi in un incubo? Sono stato qualche giorno a Roma e venerdì sera ero nel centro storico a passeggiare con un carissimo amico (Gian Marco D’Eusebi, creator di reel sulle cose più curiose della Capitale, ndr). Ci siamo voluti fermare in zona Campo de’ Fiori per mangiare qualcosa, anche perché quel ristorante ha all’interno delle rovine romane ed era particolarmente suggestivo. Ho ordinato delle fettuccine con la coda alla vaccinara, piatto tipico, e visto che il mio lavoro mi ha portato a girare tanto e so che devo stare attentissimo, non solo ho comunicato la mia allergia al cameriere, ma sono pure andato in cucina a raccomandarmi: 'In questo piatto il formaggio non lo mettiamo mai', mi hanno detto. So che posso sembrare un rompiscatole, ma vista la mia situazione preferisco sempre essere eccessivamente prudente. Eppure, dopo aver mangiato, ho cominciato a sentirmi male".

"Non respiravo più, pensavo ai miei figli"

Cosa succede con lo shock anafilattico? "Non respira, si interrompe lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica. Fa sempre più fatica, si sente soffocare, l’ossigenazione del sangue diminuisce e se non si interviene nei primi 10 minuti arriva il peggio. Io sono stato fortunato perché in 7-8 minuti, dopo la corsa in motorino con il mio amico alla guida, sono arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito dove mi hanno trattato immediatamente senza accettazione. Quando sono entrato già cominciavo a respirare molto male". Se ha pensato di non farcela? "Il pensiero è inevitabile. Poi io cerco sempre di autoconvincermi che tutto andrà bene. La parte psicologica è importante, perché riuscire a mantenere il respiro calmo, a controllarsi senza farsi prendere dal panico, ti aiuta a non consumare aria in eccesso e in certi casi può fare la differenza tra la vita e la morte". Il peggio è passato e ora Montano può tornare a godersi i suoi figli: "Ho pensato tanto anche a loro in quei minuti terrificanti. Ci sono già troppe cose brutte che possono strappare un padre ai figli: incidenti, malattie, tutte situazioni su cui spesso non abbiamo alcun controllo. L’idea di perderli per una cosa così mi fa ancora rabbia". 

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