La sfida della Vezzali da Sottosegretario allo Sport: il “suo” mondo le chiede aiuto

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

©Ansa

Valentina Vezzali, con la nomina a Sottosegretario allo Sport, scelta dal premier Mario Draghi e spinta dall’ex Capo della Polizia Franco Gabrielli - ora Sottosegretario con delega ai Servizi Segreti - deve sfoderare le caratteristiche con le quali dominava in pedana, l’azzurra più medagliata di sempre nella scherma con 6 ori olimpici, tra fioretto individuale e a squadre, e 16 ori mondiali

Deve salire in pedana correndo Valentina Vezzali perché non c’è tempo da perdere, la situazione dello sport in Italia rischia di diventare drammatica e non è una esagerazione. Tra la pandemia, le restrizioni per arginare il Covid, e non ultimo il nuovo DPCM appena varato, l’intero settore è in ginocchio. Con la chiusura delle palestre, delle piscine e degli impianti ci sono società che potrebbero non riaprire più. A forte rischio di sopravvivenza è proprio lo sport di base che da sempre è il pilastro del nostro sistema sportivo grazie all’associazionismo e al volontariato. Come Sottosegretario allo Sport, scelta dal premier Mario Draghi e spinta dall’ex Capo della Polizia Franco Gabrielli -ora Sottosegretario con delega ai Servizi Segreti - la Vezzali deve sfoderare le caratteristiche con le quali dominava in pedana, l’azzurra più medagliata di sempre nella scherma con 6 ori olimpici, tra fioretto individuale e a squadre, e 16 ori mondiali. Dovrà essere spietata, come lo era contro le avversarie e le stesse compagne di squadra, del resto non gliene è mai importato niente di risultare antipatica o cattiva perché il suo unico scopo era vincere. Dovrà parare gli affondi delle critiche e dei giochi di potere, in questo dovrà essere brava a scegliere uno staff di livello che la possa consigliare perché la Vezzali è certamente “una tecnica”, nel senso che conosce strabene lo sport, ma allo stesso tempo “non è propriamente una tecnica”: ha poca esperienza di gestione sportiva. Dovrà essere determinata nel risolvere i nodi della governance che si trascinano da più di 2 anni, vale a dire la querelle sulle divisioni di competenze tra Coni e Sport e Salute.

approfondimento

Valentina Vezzali nuovo sottosegretario allo sport

Quando era al Parlamento, deputata dal 2013 al 2018 (eletta con Scelta Civica di Mario Monti e successivamente passata al Gruppo Misto), l’educazione motoria nelle scuole elementari fu il suo cavallo di battaglia per cercare di seminare una cultura sportiva che -rispetto ad altri Paesi- all’Italia manca ancora. Troppo spesso da noi l’attività motoria viene relega a mero passatempo quando invece è fondamentale per la salute fisica e psicologica di tutti. Adesso contano, e ci vogliono, i fatti, il che significa soprattutto interventi e soldi. Alla Vezzali il suo mondo, il mondo dello Sport, chiede sin da subito di far arrivare nuovi fondi con l’erogazione, nel Decreto Sostegno, di nuovi bonus per i collaboratori, aiuti consistenti per le società e ristori per l’impiantistica dei centri sportivi in gran parte affidata ai Comuni che però ora si trovano con le casse vuote. La grinta non le manca, è dotata di un caratterino fin troppo impetuoso, dovrà essere saggia ma decisionista. Proprio nel week end in cui torna finalmente in pedana la “sua” scherma, la disciplina che più ha patito la pandemia con un intero anno senza gare (a Budapest è iniziata la tappa di Coppa del Mondo di sciabola maschile e femminile, primo evento internazionale dal marzo 2020), la Vezzali assume l’incarico più prestigioso ma pure più impegnativo. Serve una stoccata vigorosa, lo sport è in apnea ed ha bisogno di risalire a galla. 

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